Lettere al Direttore
7 Febbraio 2026

I segnali che fingiamo di non vedere

di Redazione | 2 min

Sembra quasi che il mondo sia regredito di un centinaio d’anni, che le persone abbiano dimenticato ciò che è accaduto alle spalle del presente, durante quelli che sono stati gli anni più oscuri dell’epoca contemporanea. Questa volta, però, qualcosa è cambiato.

Gli indizi sono nascosti agli occhi della gente, sepolti sotto montagne di menzogne; le ideologie passano attraverso le parole di chi governa, entrano in casa della gente, siedono a tavola con loro durante la cena, prendono spazio nelle conversazioni più banali, piano piano si fanno strada nella mente dei ragazzi e delle ragazze e infine arrivano a scuola, dove seguire la massa è quasi un obbligo dovuto alla paura di differenziarsi. Tanti dicono di non preoccuparsi, dicono che non è niente, ma quella piccola miccia che è stata innescata potrebbe evaporare in semplice fumo, ma anche portare all’esplosione di qualcosa di enorme, terrificante e che a stento riusciamo a comprendere. Questi indizi sono lì, sotto i nostri occhi, copiati e incollati dallo schema seguito tanti anni fa da uomini egocentrici senza senno, che usavano le diversità delle persone come capro espiatorio. Uomini che come bambini calpestano le formiche per gioco.

Quando una dittatura comincia, il fatto non viene annunciato pubblicamente in piazza con un megafono, nessun postino passa casa per casa a consegnare lettere in cui ti viene comunicato che, da quel giorno, tu non sei più libero, che da quel giorno tu non hai più una voce; ed è per questo che per capirlo bisogna conoscere il passato, perché il modello seguito è sempre lo stesso. Si predica tanto riguardo al fatto che i movimenti politici ispirati alla violenza e al terrore, che sono stati la causa della seconda guerra mondiale, non esistono più, ma la verità è che le stesse ideologie appartenenti a quei partiti estinti si ripresentano sotto mentite spoglie nei movimenti che sono oggi al potere.”

Amelia Lazzari

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