Perché l’amministrazione ha sconfessato pubblicamente gli impegni presi durante il Consiglio comunale del 26 gennaio su riconoscimento dello ‘stato di emergenza’ al Grattacielo? È questo il senso del question time protocollato da Davide Nanni (Pd) che denuncia “dichiarazioni e comportamenti difformi” da quanto deliberato nella risoluzione P.G. 12454-2026.
Nel documento Nanni spiega come la risoluzione, presentata dalla Civica Fabbri, sia stata approvata con “i soli voti dei consiglieri di maggioranza” e ne riporta l’oggetto: “Emergenza abitativa conseguente all’incendio della Torre B del Grattacielo di Ferrara – Chiarimento delle competenze istituzionali e riparto degli oneri economici”.
Il documento impegna la giunta a “richiedere formalmente alla Regione Emilia-Romagna il riconoscimento dell’evento quale emergenza di protezione civile”, e a “proseguire, nei limiti delle proprie competenze, le attività di coordinamento e supporto nella fase di emergenza, garantendo la tutela dell’incolumità e della dignità delle persone coinvolte”.
Il ragionamento di Nanni prende le mosse dall’incontro in Prefettura del 4 febbraio quando davanti al Prefetto Massimo Marchesiello si sono riuniti rappresentanti di Regione, Comune ma anche realtà associative oltre a banche e servizi.
“Tra i principali obiettivi della riunione – ricorda Nanni richiamando alla stampa locale – c’era l’individuazione di un percorso condiviso per la gestione dell’emergenza e delle sue ricadute sociali a tutela di tutti i destinatari dei provvedimenti di sgombero, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità”.
Nanni sottolinea e contrappone l’apertura della Regione, presente al tavolo con l’assessore Giovanni Paglia, alle dichiarazioni dell’assessora comunale Cristina Coletti. Se il primo ha sottolineato una situazione di “grande complessità” che “può trovare uno sviluppo positivo solo nella disponibilità di tutti i soggetti istituzionali e sociali a collaborare per una soluzione rispettosa della dignità delle persone coinvolte”.
Coletti, dal canto suo, ha detto in una nota di non comprendere l’oggetto del tavolo convocato e “quali siano gli interventi di supporto economici richiestI”. Ha inoltre precisato di non comprendere il ruolo dei 27 soggetti invitati e l’utilizzo della parola “sfollati”.
“Parlare di ‘sfollati’ ora – aveva detto – appare inappropriato, stando al significato concreto del termine: in questo caso siamo in presenza di un condominio e di proprietari condomini ben consapevoli, da molti anni, delle gravi criticità impiantistiche del complesso immobiliare”.
“L’Amministrazione comunale di Ferrara – conclude Nanni – anziché dare seguito alla Deliberazione consiliare n. 11-2026 del 26 gennaio u.s., riconoscendo lo stato di emergenza e chiedendo il coinvolgimento attivo della Regione nella crisi abitativa del Grattacielo, avrebbe tenuto una posizione di parziale chiusura alle sollecitazioni ricevute durante l’incontro in Prefettura”.
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