“Pieno sostegno alle parole dell’assessore alla sicurezza del Comune di Ferrara, Cristina Coletti, per aver sottolineato, ancora una volta, la necessità di fare delle distinzioni chiare e precise”. Così interviene Stefano Perelli, consigliere del Gruppo Lega, sul caso Grattacielo riferendosi alla nota stampa di Coletti. “Comprendiamo le difficoltà di chi abitava al Grattacielo, ma non per questo residenti e proprietari possono essere automaticamente considerati ‘soggetti fragili’. Sarebbe uno schiaffo a chi lo è veramente. Come Amministrazione abbiamo sempre tutelato e sostenuto chi versa in condizioni di fragilità, coi mezzi sociali messi in campo dal Comune, indipendentemente da dove abitasse. Confondere questi due piani significa fare cattiva informazione e usare un epilogo che, seppur difficile, era altamente prevedibile, oltre che necessario per mettere fine a trent’anni di rimpalli”.
I possibili ‘interventi di supporto socio-economico’ sollecitati dalla Prefettura hanno chiamato al tavolo 27 istituzioni del territorio. “Va ricordato che il caso Grattacielo – rimarca il consigliere del Gruppo Lega – è prima di tutto una questione di sicurezza pubblica e privata, che non può essere modellata a piacimento in una vertenza sociale generica. Una vertenza che vede in campo le solite associazioni di volontariato e che sembra avere un carattere più politico e ideologico che reale, documentato e verificato. Le ordinanze del Sindaco sono state adottate per tutelare l’incolumità delle persone, dopo decenni di criticità impiantistiche, queste ultime sì note e ampiamente documentate. I primi verbali dei vigili del fuoco, dopo l’entrata in vigore della normativa antincendio, risalgono al 1993. Ben trentatré anni fa. Criticità segnalate che hanno attraversato tre diversi sindaci prima di Alan Fabbri e diversi incarichi prefettizi, rappresentanti del Governo in tema di ordine pubblico e sicurezza”.
Per Perelli è poi doveroso ricordare: “Tutti abbiamo il dovere di garantire la sicurezza dei nostri beni, non solo per noi stessi ma anche per gli altri. Essere proprietari o conduttori di un immobile implica responsabilità precise, soprattutto quando le criticità sono conosciute e stratificate nel tempo”.
Ulteriori azioni di tutela andrebbero a creare una disparità di trattamento, per il consigliere di maggioranza, impensabile per una pubblica amministrazione. “I provvedimenti del sindaco sono analoghi a quelli che interessano altri contesti abitativi dichiarati pericolosi, nella nostra come in altre città, senza che questo abbia mai comportato automatismi sul piano del sostegno economico e sociale generalizzato”, sottolinea Perelli.
“Se si ipotizzano interventi di sostegno economico generalizzati a favore dei proprietari o conduttori del Grattacielo – continua Perelli -, perché non dovrebbero essere estesi anche a tutti coloro che, in altri immobili, hanno subito ordinanze simili? È una domanda che riguarda l’equità dell’azione pubblica e l’uso corretto delle risorse comunali. Questo, se accadesse, non potrebbe esporre un’amministrazione a un potenziae danno erariale? Il rischio non è solo economico, è politico e amministrativo: creare un regime speciale per il Grattacielo significherebbe aprire la strada a richieste analoghe in futuro, con effetti difficilmente sostenibili per la nostra comunità”.
“La sicurezza viene prima di tutto, fermo restando l’aiuto concreto alle situazioni fragili conclamate. Non ci deve essere nessuna scorciatoia assistenzialistica e nessuna confusione tra responsabilità pubbliche e private. Su questo il Gruppo Lega continuerà a vigilare”, conclude Perelli.
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