Attualità
5 Febbraio 2026
Davanti al Prefetto la replica dell'Azienda sanitaria e della Direzione della Casa circondariale: protocolli attivi, personale aumentato e interventi strutturali già avviati

Carcere, Ausl respinge le accuse Fials: “Massima attenzione alla sicurezza degli operatori”

di Redazione | 2 min

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Prosegue lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del Comune di Ferrara. A ribadirlo, con un comunicato unitario, sono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Sulpl e la Rsu aziendale, che tornano a chiedere con forza la convocazione immediata dei tavoli di confronto e contrattazione

Dopo le proteste della Fials sulle condizioni di sicurezza degli infermieri e degli operatori sanitari impegnati all’interno della Casa circondariale di Ferrara, arriva la replica ufficiale dell’Ausl. Una risposta netta, presentata insieme alla Direzione del carcere davanti al Prefetto, che punta a smentire le accuse del sindacato e a rivendicare un’azione costante a tutela del personale.

Secondo quanto dichiarato dall’Azienda Usl, le affermazioni della Fials non rispecchiano la realtà dei fatti. Le due Direzioni, sanitaria e penitenziaria, si dicono infatti unite nel “smentire con fermezza e dimostrare coi fatti l’attenzione che pongono alla sicurezza degli operatori sanitari che operano all’interno dell’Istituto penitenziario”.

Il nodo della contestazione sindacale riguarda in particolare la somministrazione dei farmaci ai detenuti, ritenuta un’attività ad alto rischio. Ma l’Ausl ribadisce che “come per tutte le attività sanitarie e le procedure penitenziarie, sono previste indicazioni scritte o protocolli operativi a cui tutti gli operatori sono tenuti ad attenersi per la sicurezza di tutti, lavoratori e detenuti”. Eventuali comportamenti non conformi, viene precisato, sono da considerarsi episodi individuali e “non possono certo essere attribuiti a scarsa attenzione delle Direzioni”.

Tra gli elementi portati a sostegno della propria posizione, l’Azienda sanitaria ricorda anche il rafforzamento dell’organico: “Va inoltre ricordato l’incremento di operatori che lavorano in carcere, che ora sono 10, così da garantire una turnazione che consenta di coprire anche le assenze non programmate”.

Particolarmente dura la smentita rispetto alle accuse di immobilismo: “È dunque falso sostenere che vi sia o vi sia stata ‘inerzia’ o ‘silenzi’ da parte della Direzione aziendale”, afferma l’Ausl, sottolineando di aver “risposto compiutamente alle lettere inviate da Fials in maggio e in luglio, evidenziando le azioni che già allora erano state intraprese”.

Tra queste azioni figurano una serie di interventi concordati già nel giugno 2025, dopo un sopralluogo in carcere e un confronto diretto con gli operatori. In particolare, sono stati previsti la revisione degli arredi e delle serrature degli ambulatori “al fine di consentire una più immediata via di fuga in caso di tentativo di aggressione”, l’installazione di pulsanti di allarme negli studi medici sprovvisti, e una nuova regolamentazione degli accessi sia dei detenuti che del personale sanitario.

A completare il quadro, la Direzione Ausl evidenzia anche l’impegno sul fronte formativo, con l’organizzazione di eventi specifici per operatori sanitari e polizia penitenziaria su “tecniche di descalation e controllo del conflitto”, supporto psicologico e manovre di rianimazione Blsd.

“La complessità di questo specifico contesto lavorativo è ben nota”, conclude la nota, ribadendo che “sono fondamentali il confronto ed il dialogo interno tra gli operatori, così come il dialogo tra le Direzioni e le rappresentanze sindacali che infatti non è mai mancato”.

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