Sono entrate nel vivo questa mattina, giovedì 5 febbraio, le ricerche di Elena Baldi, la donna di 67 anni scomparsa a Ferrara lo scorso 3 febbraio. Dopo l’allarme lanciato nelle ore successive alla sparizione e il primo appello diffuso anche a mezzo stampa, le operazioni si stanno ora concentrando lungo l’asta del fiume Po, in un tratto compreso tra Pontelagoscuro e la frazione veneta di Santa Maria Maddalena.
La decisione di focalizzare le ricerche in quest’area è legata a un elemento ritenuto particolarmente significativo dagli investigatori: il cellulare della donna è stato ritrovato abbandonato in prossimità delle sponde di Pontelagoscuro. Un dettaglio che ha orientato il lavoro dei vigili del fuoco, impegnati con squadre specializzate nel pattugliamento fluviale e lungo gli argini.
Le operazioni risultano tuttavia rese complesse dalle attuali condizioni del Po, ingrossato dalle recenti piogge, con livelli elevati e una corrente più sostenuta del normale. Un fattore che rallenta e complica le attività di perlustrazione, sia via acqua sia da terra.
Da quanto si apprende, Elena Baldi soffrirebbe di problemi legati alla fragilità emotiva. La donna era in cura farmacologica, ma avrebbe interrotto l’assunzione dei medicinali da qualche tempo. Un quadro che non consente di escludere, al momento, l’ipotesi di un gesto estremo, anche se tutte le piste restano aperte.
Sul posto sono presenti anche i carabinieri di Ferrara, che seguono da vicino le operazioni e coordinano gli accertamenti. Le ricerche proseguiranno anche nelle prossime ore, nella speranza di fare chiarezza su quanto accaduto e di ritrovare la donna.
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