Nulla è ciò che sembra. Animali scolpiti nella carta di giornale, nel policarbonato di scarto, nei barattoli di latta, nelle reti metalliche e negli abiti dismessi. Oggetti destinati a essere dimenticati che tornano a raccontare una storia, assumendo nuove forme e nuovi significati.
In altre parole, “Il lato bello e utile del rifiuto”, la mostra organizzata nell’ambito del progetto Scart del Gruppo Hera, inaugurata nella sede di viale Aldo Moro 30 della Regione, in occasione di Arte Fiera 2026 – Art City. Un percorso espositivo che trasforma materiali di recupero in opere d’arte e riflessione collettiva, dando vita a uno spazio in cui arte contemporanea, sostenibilità e ambiente si incontrano attraverso la creatività e interrogano visitatrici e visitatori sul rapporto tra consumo e valore delle cose.
Presenti all’inaugurazione, l’assessora regionale all’Ambiente, Irene Priolo, l’amministratore delegato di Herambiente, Andrea Ramonda, e il direttore marketing di Herambiente e ideatore del progetto Scart, Maurizio Giani.
“Arte ed economia circolare condividono la stessa vocazione: quella della trasformazione. Entrambe sanno dare nuova vita agli oggetti della nostra quotidianità, rendendoli qualcosa di inaspettato, prezioso e migliore- sottolinea l’assessora Priolo-. Il progetto Scart e questa mostra dimostrano in modo concreto come ciò che consideriamo scarto possa diventare risorsa, bellezza e occasione di riflessione. È un messaggio che parla non solo al mondo dell’arte, ma a tutte e tutti noi, perché riguarda il modo in cui produciamo, consumiamo e attribuiamo valore alle cose. Come Regione- prosegue Priolo- lavoriamo da anni per rendere l’economia circolare un asse strutturale delle nostre politiche ambientali e industriali. Portare questa mostra all’interno della sede regionale significa ribadire che la transizione ecologica passa anche da iniziative capaci di coinvolgere, rendere comprensibili temi complessi e stimolare un cambiamento culturale diffuso. L’arte, in questo senso, è uno strumento potente, perché rende visibile e immediato ciò che spesso resta astratto”.
Il percorso espositivo
La mostra si articola in una serie di opere che raffigurano animali – lupi, orsi, cavalli, aquile, gufi, cani, fenicotteri e gabbiani – realizzati con materiali di recupero provenienti da ambiti industriali e di uso quotidiano. Carta di giornale, policarbonato di scarto, barattoli di latta, bombolette spray, reti metalliche, abiti dismessi e componenti industriali compongono figure riconoscibili e al tempo stesso spiazzanti, in cui la materia conserva tracce evidenti della propria origine.
Il percorso gioca sullo scarto tra ciò che appare e ciò che è, trasformando oggetti destinati all’abbandono in presenze capaci di attirare lo sguardo e sollecitare una riflessione sul valore delle cose, sul consumo e sul rapporto tra attività umane e ambiente.
Il progetto Scart
Scart è il progetto artistico del Gruppo Hera che da oltre 25 anni trasforma scarti di lavorazione industriale in opere d’arte, coniugando etica ed estetica. Con oltre mille manufatti realizzati nel tempo, il progetto utilizza il linguaggio artistico per sensibilizzare sui temi dell’economia circolare, della sostenibilità ambientale e della corretta gestione dei rifiuti, mettendo a disposizione opere per iniziative che promuovono la cultura ambientale.
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