Un’aula magna che diventa palcoscenico, parole che prendono corpo e studenti che raccontano il lavoro prima ancora di incontrarlo davvero. Si è chiuso così, martedì 3 febbraio, all’Istituto Bachelet di Ferrara, il primo percorso ( il prossimo appuntamento è per venerdì 27 presso l’Istituto F.lli Taddia di Cento) SpazioLavoro Scuole 2025/2026, promosso da Cisl Emilia-Romagna e approdato per la prima volta sul territorio ferrarese.
Un debutto tutt’altro che formale, capace di trasformare la formazione in racconto e la didattica in esperienza. Protagonista la classe 3ª T, coinvolta in un laboratorio pensato per accompagnare i ragazzi verso il dopo-diploma, fornendo strumenti concreti per orientarsi in un mondo del lavoro spesso percepito come distante, complesso, talvolta ostile.
Tra novembre e dicembre 2025, sindacalisti, consulenti ed esperti Cisl si sono alternati in aula affrontando temi chiave: dalle regole del mercato del lavoro al ruolo del sindacato, dall’attenzione al linguaggio di genere al contrasto alle molestie, fino alla sicurezza sul lavoro e alle nuove professioni del futuro, con un focus sulle competenze richieste per non subirne i cambiamenti.
La giornata conclusiva si è aperta con l’intervento della Compagnia Teatro dell’Argine, che ha guidato gli studenti in una restituzione creativa dei contenuti emersi durante il percorso. Prima, però, i saluti istituzionali del segretario generale Cisl Ferrara Giuseppe Tagliavia, dell’assessora alle Politiche del lavoro del Comune di Ferrara, Angela Travagli e di Dante Pagnini di Emil Banca, a sottolineare il valore di un progetto che intreccia scuola, territorio e mondo produttivo.
Ed è proprio grazie al teatro che il lavoro ha smesso di essere una parola astratta. In scena sono salite idee, aspettative, timori e contraddizioni di sedicenni che osservano il futuro attraverso racconti spesso indiretti, non sempre rassicuranti.
Da qui l’intuizione del “dizionario del lavoro”: una mappa personale fatta di termini, significati ed esperienze, capace di raccontare non solo ciò che il lavoro è oggi, ma anche ciò che i ragazzi desiderano che diventi. Le parole, accostate per affinità e vissuto, hanno dato vita a micro-azioni sceniche che parlano di diritti, scelte, difficoltà, paure, ma anche di valori condivisi.
Tra tutte, alcune parole sono risuonate più forti: resilienza, cambiamento, miglioramento, sicurezza sul lavoro. Concetti diversi, tenuti insieme da un’unica aspirazione: la dignità del lavoro. «Una vera e propria espressione artistica del vissuto degli studenti, capace di emozionare e, allo stesso tempo, di far riflettere su ciò che le nuove generazioni si aspettano dal mondo del lavoro», ha commentato Tagliavia, sottolineando come SpazioLavoro si sia confermato «un’esperienza positiva che, come richiesto dagli stessi docenti, continuerà anche nei prossimi anni». Un seme piantato tra i banchi che guarda già al futuro.
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