Spettacoli
5 Febbraio 2026
Venerdì 6 febbraio alle ore 21, al Teatro Pandurera, una commedia nera che racconta la realtà intricata del mondo dello spettacolo

Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo in “La moglie fantasma”

di Redazione | 2 min

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Cento. Venerdì 6 febbraio alle 21 al Teatro Pandurera di Cento, Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo porteranno in scena “La moglie fantasma” di David Tristram.

Tra echi shakespeariani e rimandi ai gialli di Agatha Christie, “La moglie fantasma” accende i riflettori su un delitto: la vittima è una celebre attrice, morta suicida (apparentemente) al termine di una trionfale tournée il cui spettro, riappare tra i vivi per chiedere vendetta.

La defunta si presenta, in spirito, all’ex marito che, dopo le prime reazioni di sconcerto e sgomento, accetta di organizzare le prove di uno spettacolo ispirato all’omicidio, così da smascherare il/la colpevole e restituire finalmente all’anima inquieta la sua pace.

Una commedia nera, che racconta la realtà intricata, fatta di istintive simpatie e antipatie e acerrime rivalità, nascoste dietro la cortesia ed il cameratismo del mondo dello spettacolo: tuttavia, a dispetto dello stratagemma della falsa commedia, attrici e attori, capaci per professione e per vocazione di fingere e dissimulare i propri sentimenti al punto da creare l’illusione della verità, non dovrebbero incontrare difficoltà nel mostrare il volto dell’innocenza.

La fatidica “prova” comunque ha inizio ed è subito un susseguirsi di situazioni paradossali e surreali, comiche e grottesche, in cui tutti gli artisti «mettono in luce le ‘piccolezze’ e fragilità di chi fa questo mestiere, e gli aspetti affascinanti di un gioco di scatole cinesi in cui non si capisce più dove finisca la realtà e inizi la finzione, tra continui colpi di scena, fino al parossistico finale».

In scena anche Gianmarco Pozzoli, Giorgio Verduci, Roberta Petrozzi oltre alla partecipazione di Alessandra Faiella. Scenografie di Lucio Diana, costumi di Laura Liguori, disegno luci di Andrea Lisco e musiche di Diego Maggi. Regia di Marco Rampoldi.

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