di Chiara Scaramagli*
La recente campagna di Azione Studentesca negli istituti di tutta Italia, compresa Ferrara, ha scatenato una reazione feroce e spregiudicata di partiti e sigle della sinistra. L’iniziativa dei giovani di destra consisteva nella distribuzione di volantini che rimandavano a un questionario online che trattava moltissimi punti: dalle gite scolastiche, ai problemi di riscaldamento e all’edilizia scolastica in generale. Uno specifico punto di tale questionario ha scatenato l’indignazione di coloro che, stravolgendo la realtà, hanno evocato la stilatura di “liste di proscrizione” o addirittura un assalto alla Costituzione stessa. Una ricostruzione davvero fantasiosa, visto che il questionario chiedeva semplicemente di segnalare anonimamente casi di propaganda politica in classe.
Che molte delle indignate voci di sinistra non siano imparziali è chiaro dalle ricostruzioni, a tratti offensive, che hanno fatto. Ad esempio, è proprio di ieri la lettera di una ex dirigente scolastica che confonde clamorosamente la croce bretone, simbolo di Azione Studentesca, con una croce celtica. Sempre di ieri è la notizia che in alcune scuole della nostra Provincia sia stato diffuso a tutti gli studenti tramite i canali ufficiali della scuola un comunicato stampa contro il Governo Meloni.
Un fatto gravissimo, per il quale il Dirigente Scolastico si è scusato, gesto apprezzabile, aggiungendo subito che si sia trattato solo di una svista imputabile alla segreteria. Impossibile dimostrare il contrario, ma chi è pratico di registri elettronici sa bene che sarebbe davvero complicato commettere un errore di questo tipo. Altro indizio di doppiopesismo è che nessuna di queste persone che oggi affermano di amare la democrazia e il pluralismo si indignò quando in un istituto ferrarese mesi fa fu invitata un’associazione Pro Pal senza contraddittorio. Eppure, d’un tratto, il questionario anonimo di Azione Studentesca è diventato un nemico pubblico e un pericolo per la società.
Che la sinistra consideri la scuola pubblica di solo proprio appannaggio è un dato storicamente appurato, ma è impensabile che oggi alcuni vogliano mettere il bavaglio a dei giovani che hanno la sola colpa di non volere più accettare passivamente comizi in aula e subire discriminazioni solo perché sono di destra. La scuola deve continuare ad essere uno spazio libero in cui si educa al rispetto delle idee democratiche e alla libertà di scelta di ciascuno.
*Coordinatorice comunale di FdI Ferrara e assessore alla Pubblica Istruzione
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