Indiscusso
4 Febbraio 2026

Una questione non tanto privata

di Marzia Marchi | 4 min

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Non esistono questioni private quando di parla di diritti costituzionali, come quello della casa, o della scuola! Abbiamo invece un Sindaco che ama fare fatti privati in luoghi pubblici e liquidare fatti pubblici in luoghi privati. L’emergenza abitativa di circa 500 persone sgomberate da una sua ordinanza sono un fatto privato, una scuola pubblica, il Cpia, appoggiata in Seminario e ora in attesa di sgombero senza ancora una nuova sede identificata sembra un fatto privato della scuola.

Vien da dire per fortuna che c’è la Chiesa! Non a caso il Vescovo e l’associazione Viale K, fondata da un ex parroco, sono tra i convocati dal Prefetto che sull’emergenza abitativa ha fatto ciò che avrebbe dovuto fare il Sindaco, il quale in Consiglio comunale si è testardamente intestato il pregio – a suo dire – di aver fatto qualcosa che nessuno mai aveva avuto il coraggio di fare e per fortuna! Perché ha fatto le cose a metà!

Ha emesso un’ordinanza sindacale di sgombero dell’intero Grattacielo di Ferrara. Una situazione abitativa degradata soprattutto nelle parti comuni sulla quale sicuramente serviva un intervento ma si è fermato lì. Le persone deprivate – per suo ordine – della propria abitazione (di proprietà o in affitto) se la vedessero da sole a trovarsi una soluzione alternativa e a pagare i lavori da eseguire entro 30 giorni!

Ma la questione privata non è! Lo abbiamo ricordato al Sindaco direttamente in Consiglio ma a nulla è valso e ora il Prefetto convoca “tutta” la città per cercare soluzioni.

Comune e Provincia, assessore regionale alle politiche abitative, Comando vigili del fuoco, Questura, Comando Carabinieri e della Finanza, Protezione Civile, Acer, Ufficio scolastico regionale, Croce Rossa, Ausl e Arpae, Hera ed Enel, l’Arcidiocesi appunto e la Caritas, la Camera di Commercio, Cgil, Cisl e Uil, l’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari, oltre a Confartigianato, Confcommercio, Cna e Confesercenti, insieme ovviamente ai rappresentanti della proprietà e all’amministrazione condominiale delle torri saranno seduti al tavolo prefettizio con un unico obbiettivo: garantire sicurezza e risposte certe a chi si è trovato senza casa, verificando le condizioni di sicurezza degli immobili, coordinando le azioni necessarie a tutela dell’incolumità pubblica al fine di individuare un percorso condiviso per la gestione dell’emergenza e delle sue ricadute sociali.

Un fatto molto pubblico a quanto pare! Ma la tendenza di questa amministrazione è quella di espellere gli indesiderati, mettere in crisi la scuola per gli adulti soprattutto stranieri, senza sede da tre anni (in attesa magari di un dimensionamento che la faccia sparire come scuola autonoma), lo sfratto delle associazioni di volontariato dalle sedi storiche punto di riferimento per un’utenza fragile e da ultimo lo sgombero degli abitanti del Grattacielo che, in una pedante lettura di date, il Sindaco in Consiglio comunale non ha esitato a definire infiltrati dalla mafia nigeriana e comunque morosi senza nemmeno il dubbio dell’incolpevolità, espressamente previsto dalla normativa in materia.

Insomma, dopo il parchetto recintato con effetti Mirabilandia, ora è la volta dell’immobile che si vuole svuotato dei propri residenti per avviare una “rivalutazione dell’area” non scevra da rischio di speculazione edilizia.

C’è stato l’incendio, certo, o meglio il principio di incendio che ha obbligato lo sgombero della Torre B, parte dei cui abitanti sono ancora in accoglienza caritatevole, ma nel 2026, dopo i decenni d’incuria che sono stati lasciati passare (anche dalla sua amministrazione) – declama il Sindaco – finalmente arrivo io ad affrontare la situazione: fuori! Questa è la parola d’ordine dell’Amministrazione che pensa di avere superpoteri tanto da ipotizzare anche delle incostituzionali misure di controllo delle manifestazioni.

Sì perché si viene sfrattati e si deve pure tacere! Imponente misure di sicurezza ad ogni Consiglio Comunale in cui è previsto pubblico coinvolto nelle scelte che la maggioranza approva, e ora perfino l’ipotesi di stilare un Protocollo operativo per prevenire quel famoso “limite che non si deve superare” nelle manifestazioni pubbliche, perché pare che il concetto di pubblico e privato siamo materia di libera interpretazione della maggioranza, che attualmente governa come se non fosse lì unicamente perché esistono norme di cui una società civile si dota e che si impegna a rispettare.

L’elezione è qualcosa di ben diverso dalla sovranità ed è soggetta a regole cui ora non a caso è chiamato a sovrintendere il Prefetto, in quanto rappresentante statale, dato che l’eletto non è stato in grado di affrontare la situazione!

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