Politica
4 Febbraio 2026
La Civica Anselmo chiede al Comune di Ferrara di farsi promotore, tramite Anci, di una legge nazionale sulla “riabilitazione storica”

Fucilati della Grande Guerra. Odg di Fiorentini: “Restituire onore ai militari”

di Redazione | 3 min

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Un ordine del giorno di Leonardo Fiorentini (Civica Anselmo) chiede al Comune di Ferrara di “farsi promotori presso Anci (nazionale e regionale) della richiesta di una legge nazionale per la ‘riabilitazione storica’ e la restituzione dell’onore ai militari fucilati ingiustamente durante la Prima guerra mondiale, sul modello delle leggi regionali del Friuli-Venezia Giulia (L.R. 7/2021) e del Veneto (L.R. 24/2025)”.

Nel documento il consigliere spiga come la ricerca storica sulla giustizia e disciplina militare nella Grande Guerra abbia documentato “un ricorso eccezionale alla repressione: migliaia di condanne capitali, con centinaia di esecuzioni e un numero significativo di uccisioni senza processo; un fenomeno che ha inciso profondamente sulla possibilità di costruire una memoria pubblica condivisa e non retorica del conflitto”.

Cita quindi il volume Sulla linea del fronte (Edizioni Menabò, 2025) nel quale “viene ricostruito, anche attraverso vicende emblematiche come Cercivento, il lungo e accidentato percorso parlamentare e civile volto a ottenere un riconoscimento pubblico di giustizia e umanità per i ‘fucilati per l’esempio’, sottolineando la necessità di superare il concetto tecnico di ‘riabilitazione’ (pensato per i viventi) e di fondare invece il riconoscimento sulla restituzione dell’onore e sui principi costituzionali”.

Nello stesso volume vengono anche richiamate “le autorevoli parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul dovere civile di misurarsi con questa memoria e con le responsabilità pubbliche connesse a esecuzioni e giustizia di guerra: «La memoria dei mille e più italiani uccisi dai plotoni di esecuzione interpella la nostra coscienza di uomini liberi e il nostro senso di umanità»”.

Fiorentini ricorda anche alcune delle tappe che hanno portato all’abolizione della pena capitale: “Il codice Zanardelli (emanato nel 1889, in vigore dal 1° gennaio 1890) abolì la pena di morte nell’ordinamento penale comune; essa fu poi reintrodotta dal regime fascista con la legge 25 novembre 1926, n. 2008 e recepita nel codice penale del 1930; dopo la caduta del fascismo, la pena di morte fu soppressa per i delitti previsti dal codice penale con il D.Lgs.Lgt. 10 agosto 1944, n. 224; la Costituzione repubblicana ha infine sancito il divieto (‘Non è ammessa la pena di morte’), divieto originariamente accompagnato dall’eccezione ‘se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra’, definitivamente eliminata con la legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1; sul versante militare, la pena di morte era già stata abolita nel codice penale militare di guerra con la legge 13 ottobre 1994, n. 589”.

Il consigliere della Civica Anselmo fa anche notare la necessità di equiparare il quadro nazionale visto che ad oggi si hanno due normative distinte in Veneto e Friuli Venezia Giulia mentre in regioni come l’Emilia Romagna è assente una legge sulla “riabilitazione storica”.

Fiorentini chiede dunque al Comune di Ferrara di farsi promotore di questa legge sia a livello regionale che nazionale trasmettendo l’Odg al governo e alle presidenze di Camera e Senato oltre alla presidenze dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna e al presidente Michele de Pascale.

Chiede inoltre di “sollecitare i parlamentari del territorio a presentare o sostenere un disegno di legge nazionale” e di “promuovere, nelle more dell’iter regionale e nazionale, iniziative comunali di informazione e memoria (in collaborazione con scuole, biblioteche, istituti storici e associazioni), valorizzando la ricerca documentale e il dibattito pubblico sul tema della giustizia di guerra e delle fucilazioni ‘per l’esempio'”.

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