Quanto sta avvenendo in questi giorni in varie parti del Paese e anche in Emilia-Romagna, non solo rappresenta una preoccupante deriva ma viola i principi democratici, alimenta un’evidente caccia alle streghe, limita la libertà di pensiero e di opinione e sancisce, nei fatti, la riproposizione di vecchie pratiche che pensavamo sepolte dalla storia: vere e proprie liste di proscrizione.
I volantini e il test/sondaggio diffusi da un’organizzazione giovanile legata a Fratelli d’Italia, Azione Studentesca, al grido di “La scuola è nostra”, rappresentano una grave lesione della libertà di insegnamento e generano un clima di preoccupazione e intimidazione nei confronti del personale docente.
Al momento i territori interessati sono Faenza, Cesena, Modena, Ferrara e Forlì, ma temiamo che la questione possa espandersi. “Il clima che si respira nelle scuole è tossico”, dichiara Monica Ottaviani, segretaria generale della Flc Cgil Emilia Romagna. “E questo atto è di una gravità assoluta, perché la scuola rappresenta il caposaldo della democrazia: luogo della crescita culturale e plurale della cittadinanza, aperto alle differenze e allo sviluppo del pensiero critico”.
Insufficiente e inadeguata la risposta del Ministro, che riduce la portata degli avvenimenti a un atto amministrativo di mera vigilanza. A quanto sopra si aggiunge quanto accaduto presso l’Istituto Comprensivo Foresti di Conselice, dove nell’ambito di un progetto, a un giornalista invitato a parlare di ’ndrangheta è stata imposta la firma di un documento nel quale si legge che è facoltà dell’istituto revocare in ogni tempo l’eventuale incarico, senza necessità di motivazione alcuna. Un vero e proprio atto di censura preventiva – sottolinea Monica Ottaviani- non tollerabile e contraria al principio costituzionale della libertà di stampa e di opinione.
La Flc Cgil Emilia Romagna chiede al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale di attivarsi repentinamente e di spiegare come tutto questo sia potuto accadere. Siamo di fronte a una deriva autoritaria volta a scardinare la Costituzione democratica e antifascista.
La scuola non è e non deve diventare uno spazio in cui si promuovono ideologie censorie e discriminatorie al contrario è il luogo dove il pensiero critico è il cardine dell’agire quotidiano: il fascismo è stato sconfitto dalla storia e l’antifascismo è il cuore della nostra Costituzione e quindi della democrazia.
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