Un episodio definito “gravissimo” e ritenuto incompatibile con il ruolo educativo della scuola. È quanto denuncia Azione Studentesca Ferrara in merito a quanto avvenuto venerdì 30 gennaio all’Iis Copernico Carpeggiani, dove — secondo l’organizzazione giovanile legata a Fratelli d’Italia — sarebbe stato diffuso un contenuto di chiara natura politica attraverso un canale istituzionale.
Nel mirino finisce una circolare pubblicata sulla bacheca del registro elettronico, la “632 – Informazioni a tutto il personale scolastico”, che conteneva “un lungo comunicato politico-sindacale a firma Usb Scuola, dai toni apertamente ideologici e di attacco al Governo”. Per Azione Studentesca il punto più critico è proprio il mezzo utilizzato: “Questa comunicazione è stata diffusa tramite un canale ufficiale della scuola, che dovrebbe essere luogo di formazione e non di propaganda politica”.
A rafforzare il carattere politico del documento, secondo la denuncia, anche l’apparato visivo. Il comunicato sarebbe stato infatti “corredato da un fotomontaggio del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi”, con sullo sfondo le forze dell’ordine, un elemento che — afferma l’associazione — “rafforzava il carattere apertamente propagandistico della comunicazione”.
Nel testo sindacale, Azione Studentesca ravvisa un attacco diretto all’esecutivo: il Governo viene accusato “strumentalmente di mettere in campo misure repressive e autoritarie, arrivando addirittura a paventare il rovesciamento dei principi costituzionali”, con un successivo invito a “respingere le direttive e le proposte del Governo sulla sicurezza a scuola”.
Secondo l’organizzazione studentesca, la pubblicazione del comunicato presupporrebbe “l’avallo della dirigenza scolastica”, dal momento che è stato diffuso tramite uno strumento istituzionale. A destare ulteriore perplessità è però la platea dei destinatari: “Il documento politico era visibile solamente a studenti e docenti” mentre “non era visibile invece negli account dei genitori, che sono rimasti completamente all’oscuro della pubblicazione di questi contenuti”.
Una scelta giudicata “inaccettabile”, perché “la scuola deve essere un luogo di formazione e confronto libero, non una tribuna politica”. L’episodio, sottolinea Azione Studentesca, si inserisce in un contesto più ampio, successivo a un’attività di ascolto promossa dall’associazione, durante la quale era stato chiesto agli studenti se “nelle loro scuole fossero presenti docenti che fanno propaganda di sinistra in classe”. L’organizzazione respinge con decisione le accuse di schedatura: “Non sono mai stati chiesti nomi né promosse forme di ‘schedatura’”.
Anzi, secondo Azione Studentesca, “le reazioni sproporzionate di alcune sigle sindacali, unite alla pubblicazione di comunicati ideologici nei registri scolastici, certificano il problema che abbiamo sollevato: una parte del mondo sindacale considera la scuola uno spazio di militanza politica”.
Da qui le domande rivolte alle istituzioni: “Con quale criterio siano state autorizzate comunicazioni di propaganda politica” e “perché i genitori siano stati volutamente tenuti all’oscuro”, ricordando che “l’età degli studenti parte dai 14 anni”. La posizione finale è netta: “La scuola pubblica deve rimanere imparziale, nel rispetto di tutte le sensibilità, senza l’imposizione di una visione ideologica”.
Azione Studentesca conclude lanciando “un appello a tutte le istituzioni” affinché intervengano “per certificare e condannare quanto accaduto”, ribadendo che continuerà a difendere “il diritto degli studenti per una scuola che educa e forma e non che faccia propaganda”.
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