Copparo
3 Febbraio 2026
Lo scrittore ed ebraista, con estrema delicatezza, ha affrontato oscure pagine di storia

Giorno della Memoria. Matteo Corradini ha appassionato gli studenti

di Redazione | 2 min

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Copparo. “Ricordare è importante, per non cadere negli stessi errori in futuro”. È questo il messaggio che l’assessore alla Scuola e alla Cultura Francesca Buraschi ha consegnato agli studenti delle classi quinte della Scuola primaria e delle classi terze della Scuola secondaria di primo grado che, lunedì 2 febbraio, hanno animato la platea del teatro “De Micheli” per il doppio incontro con lo scrittore ed ebraista Matteo Corradini.

L’iniziativa dedicata ai giovani è stata organizzata dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con la Biblioteca comunale “Anne Frank” e Pro Loco Copparo per celebrare la Giornata della Memoria, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Nella prima parte della mattinata, Corradini ha intessuto un dialogo con i 99 tra alunne e alunni delle primarie di Copparo e Tamara, introducendoli alle tradizioni e alla cultura ebraica e rispondendo alle loro domande sul libro “Solo una parola”, ispirato alla storia vera di Roberto Bassi, bambino ebreo espulso dalla sua scuola elementare a causa delle leggi razziali in Italia: una vicenda dalla grande forza simbolica e interpretata magistralmente nel volume dalle illustrazioni di Sonia Cucculelli.

Attraverso la storia di Roberto, lo scrittore ha voluto mostrare il meccanismo semplice e al contempo disumano che è stato alla base della persecuzione e dello sterminio degli ebrei, utilizzando un registro adatto a giovanissimi lettori.

Come evidenziato dall’assessore Buraschi, nel portare i saluti del sindaco Fabrizio Pagnoni e dell’Amministrazione comunale e nel ringraziare per l’organizzazione la Biblioteca “Anne Frank” rappresentata ieri dalle referenti Sara Pedriali e Laura Ori, “Corradini ha una dote rara: la capacità di rivolgersi a grandi e bambini con un’estrema delicatezza, accompagnandoli attraverso temi molto duri e delicati”. E lo ha dimostrato anche nella seconda parte dedicata ad alunne e alunni delle Scuola secondaria di primo grado, assieme ai quali ha approfondito un’altra sua opera: “Eravamo il suono”, incentrata sulle storie di otto tra le quarantasette donne deportate che, per il loro talento, furono inserite nell’Orchestra femminile di Auschwitz. Una storia toccante che, certamente, ha suscitato emozioni negli studenti che si sono avventurati tra le pagine.

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