Avrebbe approfittato della giovane collega in orario di lavoro, costringendola a subire toccate e palpeggiamenti, nonostante il rifiuto di lei. È la contestazione che la Procura di Ferrara avanza nei confronti di un uomo di 59 anni, oggi accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti della propria compagna di turno, una ragazza di 30 anni, avvicinata e molestata durante un servizio di guardiania all’ingresso di un ufficio pubblico della città, dove i due stavano prestando servizio come guardie giurate.
Il fatto risale allo scorso 2 aprile, in orario serale, quando i due erano soli, e attualmente – dopo la fine delle indagini preliminari – il procedimento è arrivato davanti al gup del tribunale di Ferrara.
Nello specifico, stando all’ipotesi accusatoria, l’uomo – con una serie di gesti repentini che non le consentirono di reagire tempestivamente – avrebbe accarezzato una coscia e palpeggiato il seno sinistro alla donna. E poi, non contento, stringendole le guance e tenendole bloccata la testa, avrebbe avvicinato il proprio volto a quello della giovane nel tentativo di baciarla, senza però riuscire nel proprio intento. La giovane infatti, dopo aver reagito con veemenza, riuscì a sottrarsi, evitando il peggio.
Quel fatto comunque avrebbe avuto pesanti conseguenze sul piano psicologico per la ragazza. La donna, infatti, sarebbe rimasta profondamente scossa e impaurita, sviluppando un grave stato depressivo che l’ha costretta a lasciare il proprio lavoro, traumatizzata dalla presunta violenza a cui era stata costretta. Una condizione per la quale l’Inail le ha addirittura riconosciuto la malattia professionale, ritenendo il disturbo direttamente collegato all’episodio denunciato e avvenuto durante il servizio.
Ieri (lunedì 2 febbraio) mattina, davanti al gup del tribunale di Ferrara, la difesa del 59enne ha avanzato richiesta di patteggiamento. Prima di una decisione, tuttavia, il giudice ha disposto la verifica del percorso dell’uomo presso il Centro Uomini Maltrattanti. L’udienza è stata quindi rinviata al prossimo 6 maggio. Sempre in quella sede, l’avvocato Luca Tieghi, che assiste la giovane – oggi parte civile – chiederà che l’eventuale concessione della pena sospesa possa essere subordinata al risarcimento del danno.
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