Ostellato. Anche a cinque anni dalla sua scomparsa Andrea Marchi rimane il sindaco di tutti. È il pensiero che è uscito dalla bocca di tutti i relatori che hanno partecipato venerdì sera all’iniziativa “Ricordando Andrea Marchi”.
E l’indimenticato sindaco di Ostellato dal 2009 al 2019 è stato ricordato attraverso i ricordi di amici, conoscenti e attraverso soprattutto la presentazione del libro “365 cronache ferraresi raccontate giorno per giorno – Almanacco della nostra storia recente”, firmato dal giornalista Gian Pietro Zerbini.
Zerbini ha lavorato per 35 anni alla Nuova Ferrara, dal 1989 al 2024. Ogni anno faceva uscire sul quotidiano un elenco degli avvenimenti più rilevanti di quanto accaduto sul territorio nei dodici mesi precedenti. L’ultimo lavoro, edito per Faust Edizioni, raccoglie 35 anni con un evento di rilievo per ogni giorno dell’anno.
Tra quegli eventi, a pagina 45, per la data del 5 febbraio, c’è proprio del funerale di Marchi. “Era doveroso ricordarlo, per quello che ha significato per la comunità, non solo quella di Ostellato. Marchi ha concepito il suo ruolo come servizio e non come privilegio. È stato un servitore delle istituzioni”.
A chiamare in causa relatori e ricordi c’era Antonella Vicenzi, presidente di Assostampa Ferrara, che ha fatto introdurre la serata alla ‘padrona di casa’, la sindaca Elena Rossi.
“Trovo molto emozionante essere qui – ha esordito -. Questa è stata anche la sala dell’ultimo saluto ad Andrea. E Andrea per il suo Comune era estremamente rappresentativo ed era molto apprezzato anche in provincia. La sua mancanza in questi cinque anni si è sentita tanto. È stato un esempio che tutti ricorderanno e che noi vogliamo continuare a ricordare”.
Paolo Calvano, sindaco di Ostellato prima di Marchi e oggi consigliere regionale del Pd, lancia un appello che nasce in qualche modo dalle pagine di Zerbini: “chi racconta la provincia deve poter continuare a farlo. È un patrimonio enorme, perché la stampa locale racconta quello che nessun altro farebbe. Questo libro è la celebrazione della provincia”.
Calvano ricorda poi i primi passi in politica con Marchi, quando lui era diventato primo cittadino e Marchi presidente del consiglio comunale, il passaggio ai Ds, fino alle camminate in piazza: “quando incontravi Andrea per parlargli, se eri per strada non ci riuscivi; ogni secondo lo fermava qualcuno per salutarlo o chiedergli qualcosa: lui salutava tutti per nome e ascoltava”.
Questo perché “Andrea sapeva far sentire importanti le persone. Anche chi era di ideologia diametralmente opposto lo votava perché sapeva che si sarebbe impegnato al massimo per risolvere i problemi. È stato un regalo enorme per Ostellato”.
Marco Zavagli, direttore di Estense.com e amico intimo di Marchi, ricorda gli anni del liceo e dell’università passati insieme. Anni ricordati attraverso anedotti, per arrivare a dire che “Andrea, oltre a essere in pubblico uomo colto, politico preparato e onesto, attento alla cosa pubblica e al bene pubblico, tra le doti personali aveva soprattutto l’ironia”.
Per Alberto Lazzarini, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, “Andrea Marchi attuava nel concreto il concetto di servizio pubblico. Si è speso per la sua comunità guardando il volto delle persone”.
È toccato poi al presidente dell’Avis di Ostellato Paolo Grandi ricordare come “Andrea ha fatto molto per la nostra associazione. Nel 2013, quando dovemmo abbandonare la vecchia sede perché non più idonea, si adoperò per trovarci il prima possibile una nuova casa, che è ancora quella che ci ospita oggi”.
Sergio Mazzini, infine, in qualità di responsabile dei rapporti istituzionali di Avis Provinciale, ha fatto presente che i proventi della vendita del libro andranno a finanziare il progetto de “Il giardino dei donatori”, realizzato presso l’Ospedale di Cona, progetto simbolo dell’impegno di Avis sul territorio.
La serata si è conclusa con la consegna di una targa ricordo ai famigliari di Marchi.
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