Attualità
1 Febbraio 2026
Umanità, altruismo e punto di riferimento per la comunità: il centro sociale spegne le candeline

Il Quadrifoglio compie 40 anni tra musica e solidarietà

di Redazione | 4 min

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di Tommaso Piacentini

Quaranta anni fa, dall’idea di alcuni pensionati e dalle mani di appassionati volontari, prendeva vita il Centro sociale Il Quadrifoglio di Pontelagoscuro. Tutto partì da una piccola stanza concessa dall’Amministrazione presso il centro civico del paese: era il 1986 e di lì a qualche anno i frequentatori divennero talmente tanti da rendere necessaria una soluzione alternativa.

Iniziò così la costruzione dell’attuale stabile di viale Girolamo Savonuzzi grazie a quei volontari che, pietra su pietra, diedero non solo vita alla sede come la conosciamo oggi, ma anche a un ideale di socialità e a un punto di riferimento per tutti i pontesani.

Con questo spirito di convivialità si sono svolte sabato 31 gennaio le celebrazioni di questo quarantennale, aperte dalle note della banda di Cona e dagli interventi di autorità, associazioni del territorio e testimoni della storia del Centro. Il tutto moderato dall’attuale presidente, la quinta in ordine cronologico, Loretta Prampolini.

I primi ringraziamenti sono giunti da Cristina Corazzari, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo “Cosmé Tura”: “Il mio è un grazie che non è solo personale, ma che rappresenta tutta la scuola. Per noi il centro è un posto sicuro, è l’essenza del territorio: essere accolti e voluti e sentirsi parte di qualcosa di più grande”.

“I nostri alunni – ha proseguito la dirigente – hanno la fortuna di interloquire con le persone che custodiscono la memoria del territorio, un territorio di inclusione. Auguro a Ponte di vedere nell’altro una risorsa, sono grata perché i nostri bambini che arrivano dall’altro capo del mondo hanno un posto dove mettere le proprie radici”.

Il riconoscimento è giunto anche dall’assessora alle Politiche Sociali Cristina Coletti, la quale, dopo aver ringraziato la presidente e i volontari per “il ruolo fondamentale che giocano per il territorio”, ha dichiarato: “Con la delega che mi compete delle frazioni, ho avuto modo di capire i punti di forza e le criticità del territorio, ma sicuramente si può dire che Ponte è un territorio che ha sempre dato tanto e l’auguro è che continui in questa direzione”.

Presenti anche i rappresentanti nazionale, regionale e provinciale di Ancescao, l’associazione dei centri sociali di cui fa parte anche Il Quadrifoglio: “Visitando il vostro centro ho preso atto delle tante attività che svolgete e delle relazioni che avete instaurato con i ragazzi – ha dichiarato Luigi Dovesi, rappresentante nazionale -. Al centro del vostro impegno c’è il rispetto della persona, l’aiuto ai più fragili e si avverte l’impegno di tanti volontari che negli anni hanno saputo costruire un luogo di grande umanità”.

Un grande segno di umanità che, tra le altre cose, ha contraddistinto il centro, è rinvenibile nell’accoglienza offerta presso gli spazi di viale Savonuzzi a una famiglia di 4 persone – tra cui un bambino di 7 mesi – sfollata a seguito dell’incendio della torre B del grattacielo e priva di una sistemazione alternativa dopo la mancata proroga per l’accoglienza al Palapalestre. “Il centro si occupava dei pasti – ha dichiarato Prampolini – mentre per le docce li accompagnavamo al campo sportivo. Ora hanno trovato una sistemazione in via Gaetano Pesci”.

Sentimenti di orgoglio e fierezza sono stati espressi anche da Benedetto D’Accardi e Maurizio Geusa, rappresentanti rispettivamente regionale e provinciale di Ancescao, e da Milvia Migliari, il cui padre fu uno dei collaboratori che contribuì alla costruzione dello stabile di viale Savonuzzi: “Ho visto nascere questo centro – ha dichiarato Migliari -, grazie all’Amministrazione comunale che ha dato in concessione questo terreno e al grande lavoro dei volontari di allora che lo hanno materialmente realizzato. Mio papà è stato uno di questi, molti non ci sono più ma a loro dobbiamo la capacità e la volontà di esprimere questa realtà che ancora rimane in piedi”.

Gratitudine al centro è stata espressa anche da Roberto Segala, presidente del comitato Vivere Insieme Pontelagoscuro, che ha ricordato l’importanza della figura di Marco Lambertini, che fu presidente del centro e fondatore del comitato da lui rappresentato.

“Un applauso a Loreta e a tutti coloro che in questi 40 anni si sono prestati a servizio, un luogo aggregativo dove le persone si fanno comunità – questo il riconoscimento espresso dal parroco di Pontelagoscuro, don Luciano Domeneghetti -. Mi sento in dovere di ringraziare per quello che il Quadrifoglio continua a fare, con la fatica e con il desiderio di promuovere qualcosa di bello per il bene della comunità”.

Molte sono state le testimonianze della storia del Centro, da quella di Walter Ferrari, collaboratore di Lambertini, a quella di Nava, socio che si occupò della messa in scena dell’opera teatrale “Il paese che non c’è”, in cui venivano ricostruiti gli avvenimenti storici di Pontelagoscuro dal secondo conflitto mondiale all’arrivo dei marchigiani dopo la chiusura delle miniere di Cabernardi.

Nel pomeriggio si è poi svolta la rappresentazione della compagnia teatrale “Il Quadrifoglio”, seguita dai canti delle mondine di Porporana e la giornata di festeggiamenti si è conclusa con la musica della Bomber band.

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