A Copparo sbarca “Creativando”
Domenica 1° febbraio dalle 9, in piazza della Libertà a Copparo, si terrà il primo appuntamento del 2026 con “Creativando”
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Il palcoscenico del "De Micheli", nella mattinata di venerdì 30 gennaio, ospiterà un nuovo appuntamento della rassegna Teatro Scuola
Sono aperte le iscrizioni al Corso Base di Fotografia, organizzato dal Fotoclub Il Torrione
Venerdì la città commemorerà le vittime del bombardamento del campanile, con due momenti di ricordo, riflessione e preghiera
Nel corso del 2025 sono stati completati importanti lavori di adeguamento agli impianti di depurazione di Ambrogio
Copparo. Il suono della sirena antiaerea, venerdì 30 gennaio, ha rotto il silenzio nel centro di Copparo. Lo stesso suono cupo, lungo e intermittente che più volte, nello stesso giorno di ottantuno anni fa, cercò di avvertire la cittadinanza di un imminente pericolo proveniente dal cielo.
È stato questo uno dei momenti che hanno caratterizzato il primo dei due momenti commemorativi del Bombardamento del campanile che mieté 93 vittime innocenti in quel tragico 30 gennaio 1945. Studenti della Scuola secondaria di primo grado sono stati accolti dinanzi al Sacrario ai piedi della torre campanaria dagli assessori Francesca Buraschi, Fabio Felisatti, Alessandro Amà, dal parroco don Daniele Panzeri e dal vice presidente dell’associazione Archeologi dell’Aria (Ada) Giovanni Carlini che ha ripercorso gli istanti della strage. «Siamo qui per ricordare il bombardamento del campanile e per commemorare le 93 vittime, tra cui vi erano anche molti bambini – ha rammentato l’assessore Buraschi -. Anniversari come quello di oggi sono un monito a mantenere viva la memoria di quanto accaduto, delle conseguenze drammatiche che un conflitto armato comporta. Non a caso l’articolo 11 della nostra Costituzione afferma che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie internazionale. È quindi importante ricordare quanto avvenuto, perché chi dimentica è destinato a ripetere lo stesso errore in futuro».
A far rivivere i tragici istanti di 81 anni fa è stato Giovanni Carlini che ha contestualizzato storicamente le ragioni per cui il centro copparese fu colpito. «Copparo era considerata un obiettivo militare della Royal Air Force per la presenza della fabbrica Berco, che produceva cingoli per i carri armati, e della ferrovia che collegava lo stabilimento con il fronte bellico – ha ricordato il vice presidente di Ada -. E quel giorno, proprio la stazione era il bersaglio designato per interrompere quella via di comunicazione. Dodici bombardieri Baltimore partirono da Cesana alle 9, e altri dodici a mezzogiorno».
Sulla città vennero sganciate 48 bombe dall’enorme potenziale esplosivo. A causa di sistemi di mira dei velivoli che allora non garantivano grande precisione, il bombardamento coinvolse la chiesa, la canonica, l’asilo e l’ospedale in cui molte persone si erano rifugiate in quanto considerati luoghi sicuri, e furono investite anche le abitazioni circostanti. Novantatré persone, tra cui molti giovanissimi, persero la vita. Un evento straziante, scolpito nella memoria e nel Sacrario del campanile: «Negli anni ‘50, quando gli Orionini arrivarono a Copparo, il campanile doveva ancora essere ricostruito – ha spiegato don Daniele Panzeri -. Solo una volta che la torre campanaria venne ripristinata, ai suoi piedi fu ricavato il Sacrario che, assieme ai nomi delle vittime del bombardamento, custodisce la statua in bronzo della Madonna della Pace realizzata da Arrigo Minerbi. Lo scultore di famiglia ebraica riuscì a sottrarsi alle leggi antisemite grazie agli Orionini che gli diedero rifugio presso il collegio di San Filippo Neri a Roma e gli salvarono la vita».
Lo stesso parroco, nel pomeriggio, ha officiato la Santa Messa nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo è seguita la deposizione della Corona d’alloro presso il Sacrario alla presenza di autorità civili, militari, religiose e delle associazioni Combattentistiche e d’Arma. Il solenne momento è stato accompagnato dall’esecuzione del Silenzio fuori ordinanza. Il vice sindaco Bruna Cirelli, a nome del primo cittadino Fabrizio Pagnoni e dell’Amministrazione comunale, ha sottolineato come la commemorazione rievochi «una delle pagine più dolorose della storia della nostra comunità. Una ferita indelebile che ha i nomi e i volti delle 93 vittime innocenti del bombardamento del 30 gennaio 1945: quanti nostri concittadini sono stati travolti, insieme ai loro vissuti, alle loro speranze e al loro futuro, dalla violenza della guerra, senza alcuna colpa. Il loro sacrificio ci impone il dovere della memoria: una memoria viva, sofferta sì, ma quanto mai responsabile. Il nostro ricordo è una scelta consapevole e consapevolmente coinvolge le giovani generazioni: la mattinata del 30 gennaio è sempre dedicata alle scuole. Ai ragazzi infatti è dovuta la trasmissione della storia e della storia del territorio, come strumento per costruire un domani diverso».
Da parte dell’Amministrazione vi sarà l’impegno di «un ricordo che vuole essere un monito contro ogni forma di violenza e sopraffazione. Alle vittime innocenti di quel 30 gennaio 1945 – ha concluso Cirelli – promettiamo di non dimenticare, di costruire, giorno dopo giorno, una cultura di pace in cui le esistenze di figli e figlie, madri e padri, fratelli e sorelle, nonni e nonni non possano più essere spazzate via in un soffio».
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