Ferrara e la sua provincia restano formalmente ‘virtuose’ nella mappa regionale del gioco d’azzardo. Ma sotto la superficie dei numeri medi più bassi dell’Emilia-Romagna, il fenomeno sta cambiando pelle: meno sale fisiche, più puntate online, e una crescita che accelera ben oltre la media nazionale.
È quanto emerge dalla terza edizione del rapporto Pane&Azzardo, l’indagine promossa da Cgil, Spi Cgil, Federconsumatori, Auser e dalla campagna Mettiamoci in Gioco Emilia-Romagna
Nel Ferrarese la spesa media complessiva per il gioco d’azzardo si attesta a 2.261 euro pro capite, il dato più basso della regione. Una cifra inferiore del 25% rispetto a Piacenza e del 19% rispetto alla vicina Ravenna. Nessun Comune della provincia supera la media nazionale per il gioco nazionale.
Numeri che, letti isolatamente, potrebbero suggerire una situazione sotto controllo. Ma il rapporto mette in guardia da una lettura superficiale.
Il vero campanello d’allarme è il gioco online, che nel 2024 in provincia di Ferrara cresce del 22,7% in un solo anno, molto oltre la media regionale. Nello stesso periodo, il gioco fisico – slot e altri apparecchi tradizionali – resta sostanzialmente fermo ai livelli del 2023, secondo le stime dell’indagine.
Un dato che segnala uno spostamento netto delle giocate verso smartphone e computer, un canale meno visibile e più difficile da intercettare sul piano sociale e sanitario.
La crescita dell’online interessa numerosi Comuni ferraresi. Incrementi tra il 25% e il 30% si registrano a Bondeno, Trevigiana, Vigarano Mainarda e Masi Torello. Ancora più marcati i dati di Riva del Po (+40%) e sopratutto Terre del Reno, che segna un +85% in un solo anno.
Comacchio non cresce nel dato complessivo, ma resta un’anomalia strutturale: la sua rete di gioco fisico era già stata attenzionata un anno fa. Situazione diversa ma altrettanto significativa a Cento, dove l’azzardo complessivo cresce del 10% e supera ampiamente i 100 milioni di euro, arrivando – secondo le stime – a 108 milioni giocati nel 2024.
Dal punto di vista sanitario, l’area più critica della provincia è il Distretto sanitario Ovest, confinante con i distretti bolognesi che il rapporto colloca tra i più problematici dell’Emilia-Romagna. Un’area di confine dove le dinamiche d’azzardo mostrano segnali di particolare fragilità.
Ferrara resta la provincia con la spesa pro capite più bassa della regione, ma l’indagine lancia un messaggio chiaro: meno azzardo non significa meno rischio.
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