“Il Giorno della Memoria non è soltanto una ricorrenza ma è un monito ad una costante e continua vigilanza. Servono memoria e vigilanza contro ogni razzismo, contro ogni sopruso per evitare che quanto avvenuto in passato possa di nuovo accadere in futuro”.
Con queste parole il sindaco di Comacchio Pier Luigi Negri si rivolge agli studenti delle classi terze degli istituti comprensivi di Comacchio e Porto Garibaldi presenti in sala polivalente per celebrare la Giornata della Memoria.
La città, due giorni dopo il 27 gennaio, Giorno della Memoria istituita nell’anno 2000 su proposta del deputato e giornalista Furio Colombo e poi recepita cinque anni dopo dall’Onu, il 29 gennaio ricorda l’eccidio avvenuto nell’odierno Parco della Resistenza, dove furono barbaramente trucidati dagli occupanti nazi-fascisti i partigiani comacchiesi Edgardo Fogli, Giuseppe Ghirardelli, Vittorio Bulgarelli e Giovanni Farinelli.
La giornata, come ogni anno, organizzata dalla sezione di Comacchio dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi) si è aperta con la deposizione della corona di alloro davanti al monumento dei quattro caduti da parte del sindaco. Rito celebrato davanti al picchetto d’onore costituito dai rappresentanti delle forze dell’ordine locali, oltre a quelli di Anpi e Amni.
Le celebrazioni sono proseguite in sala Polivalente dove gli studenti delle scuole hanno messo in scena il lavoro realizzato con gli insegnanti per non dimenticare gli orrori che proprio il 27 gennaio del 1945 l’esercito delle truppe sovietiche trovò nel campo di sterminio di Auschwitz.
Le performance dei giovani studenti sono state precedute da alcuni discorsi istituzionali. Ha aperto l’incontro Susanna Pucci ricordando la nascita dell’associazione che rappresenta a Comacchio, Anpi, che fu il 6 giugno 1946 a Roma con il Comitato nazionale di Liberazione.
Nel suo discorso Pucci ha sottolineato l’importanza della presenza di partigiani nella stesura della Carta costituzionale italiana e ha ricordato lo spessore delle azioni, durante la Resistenza, dell’ex presidente della Repubblica Sandro Pertini.
È intervenuto, e per la prima volta come dirigente scolastico unico dei due istituti comprensivi di Comacchio e Porto Garibaldi, ufficialmente accorpati dal Ministero dell’istruzione proprio in questi giorni, Gianni Luca Coppola che ai giovani presenti in sala ha ricordato “come l’Italia decise di diventare razzista” e ha evidenziato agli alunni come sia importante “non solo chiudere il cuore ma anche gli occhi”.
Alla cerimonia ha palato anche la presidente dell’istituto di Storia Contemporanea Anna Maria Quarzi che nel suo intervento ha illustrato, con dettagli molto interessanti e citando testimonianze di ex deportati locali, il periodo in cui furono introdotte anche in Italia le leggi razziali. Spiega agli studenti anche il caos storico-politico in cui entrò l’Italia dopo l’8 Settembre del 1943.
La storica ha sottolineato inoltre che Comacchio è la città che, nel Ferrarese, ha pagato il tributo più alto in termini di torture dei soldati Imi (Internati militari italiani). Ovvero quei soldati italiani che si rifiutarono di obbedire al regime nazista e per questo furono rastrellati e “trattati come schiavi anziché come prigionieri di guerra”, ha dichiarato la Quarzi.
Con gli studenti ha recitato anche Leonardo Romani. In sala Polivalente era presente anche l’assessore Rosanna Cinti.