Salute
30 Gennaio 2026
Il 30 gennaio si celebra la Giornata Mondiale. A Ferrara una rete provinciale attiva per la diagnosi, la cura e la sorveglianza

Malattie Tropicali Neglette. L’impegno delle aziende sanitarie ferraresi

di Redazione | 3 min

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Il 30 gennaio si celebra la Giornata Mondiale delle Malattie Tropicali Neglette (NTD), un insieme di patologie che colpisce ancora oltre un miliardo di persone nel mondo, specialmente nelle comunità più vulnerabili. In provincia di Ferrara, pur a fronte di un’incidenza relativamente bassa, opera una rete strutturata per la diagnosi e la presa in carico dei pazienti, che integra le attività dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell’Azienda USL per garantire monitoraggio e interventi tempestivi.

Le NTD comprendono patologie causate da virus (rabbia, Dengue e Chikungunya), batteri (lebbra, tracoma, ulcera di Buruli), parassiti (teniasi, echinococcosi, tripanosomiasi americana e africana, leishmaniosi, filariosi umane), oltre a scabbia e malattie da veleno di serpenti. La trasmissione avviene per via interumana (trasmissione della malattia da una persona all’altra), tramite vettori, terreno, acqua o alimenti contaminati. Queste malattie sono definite “neglette” a causa dei limitati investimenti in ricerca, prevenzione e trattamento; tuttavia esistono strumenti a basso costo come la chemioterapia preventiva, che garantisce un beneficio economico stimato in 25 dollari per ogni dollaro investito.

I dati globali mostrano progressi: nel 2024, circa 1,4 miliardi di persone hanno richiesto interventi, con un calo del 36% rispetto al 2010. All’inizio del 2026, 58 Paesi hanno eliminato con successo almeno una di queste malattie, avvicinandosi all’obiettivo dell’OMS di raggiungere l’eliminazione in 100 Paesi entro il 2030. È fondamentale un’identificazione precoce poiché le NTD possono causare gravi menomazioni, come la cecità (tracoma), degenerazioni cognitive (malattia del sonno), danni cardiaci e intestinali (tripanosomiasi americana) o tumori alla vescica (schistosomiasi urinaria).

“Il nostro Dipartimento – mette in evidenza Marcello Govoni, Direttore del Dipartimento Assistenziale Integrato delle Medicine specialistiche – coordina una sinergia tra l’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e l’Unità Operativa di Malattie Infettive Territoriali dell’Azienda USL. Questa collaborazione assicura sia la disponibilità di stanze di ricovero idonee all’isolamento dei pazienti presso l’ospedale di Cona, sia un’attività ambulatoriale capillare sul territorio per la diagnosi e la cura di queste patologie”.

Sul territorio i servizi sono attivi presso gli ambulatori di Cittadella San Rocco a Ferrara, dell’Ospedale del Delta e di Cento. Il sistema si avvale del Laboratorio Unico Provinciale per diagnosi rapide e dell’Unità Operativa Prevenzione e controllo malattie trasmissibili del Dipartimento di Igiene Pubblica per il tracciamento dei contatti e il monitoraggio delle segnalazioni.

“La presenza di un ambulatorio dedicato per i migranti che giungono nel nostro Paese – commenta Rosario Cultrera, Direttore delle Malattie Infettive Territoriali – rappresenta un servizio che l’Azienda USL offre per la diagnosi precoce. Identificare tempestivamente queste infezioni è cruciale per bloccare l’evoluzione verso forme croniche invalidanti e per tutelare la salute pubblica complessiva”.

“L’attenzione nel Ferrarese deve restare alta – sottolinea Massimo Crapis, Coordinatore Rete Provinciale delle Malattie Infettive – specialmente per il rischio che alcune patologie come la Dengue possano diventare autoctone. La presenza endemica del vettore Aedes albopictus (zanzara tigre) e la frequenza di viaggi verso zone endemiche, come il Sud America (Brasile) o l’Asia (India), rendono indispensabile la nostra rete di sorveglianza provinciale”.

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