Un colpo secco alla scuola pubblica ferrarese, secondo la denuncia delle organizzazioni sindacali. La pubblicazione del decreto sul dimensionamento scolastico, firmato dal Commissario ad acta, ridisegna la rete degli istituti della provincia di Ferrara e, con le regole attuali sul calcolo degli organici, rischia di produrre tagli significativi a personale e classi.
Nel mirino finiscono in particolare le scuole di Cento e di Comacchio, dove il piano prevede accorpamenti che porteranno alla nascita di due maxi Istituti comprensivi, caratterizzati da un numero molto elevato di alunni, numerosi plessi e sedi anche distanti tra loro.
A Cento l’operazione porterà alla costituzione dell’Istituto comprensivo Centro Nord, nato dall’accorpamento tra l’IC 4 e l’IC F. Lamborghini. Con i dati attuali, il nuovo istituto conterà 1379 alunni distribuiti su 14 plessi. Secondo le stime sindacali, l’effetto diretto del dimensionamento sarà la perdita di 7 docenti tra scuola dell’infanzia e primaria, 10 collaboratori scolastici, 2 assistenti amministrativi e 3 classi della scuola secondaria di primo grado.
Situazione analoga a Comacchio, dove dall’unione dei due istituti cittadini nascerà l’Istituto comprensivo Comacchio – Porto Garibaldi, con 1185 alunni e 8 plessi. Anche qui i sindacati denunciano un ridimensionamento pesante: 4 docenti di infanzia e primaria in meno, 5 collaboratori scolastici, 1 assistente amministrativo e la soppressione di 4 classi di scuola secondaria di primo grado.
Le organizzazioni sindacali sottolineano come il decreto sia stato adottato senza un reale confronto con il territorio, fatta eccezione per una lettera del presidente della Provincia di Ferrara citata nel provvedimento, ma mai condivisa con le parti sociali. A preoccupare è anche l’assenza di interventi sulla normativa nazionale che regola il calcolo degli organici, elemento che renderebbe i tagli una conseguenza automatica degli accorpamenti.
Il caso ferrarese si inserisce in un quadro più ampio che riguarda tutta l’Emilia-Romagna: sono 17 gli istituti scolastici coinvolti dal dimensionamento a livello regionale, di cui due nella provincia di Ferrara. Le conseguenze immediate, denunciano i sindacati, saranno istituzioni scolastiche eccessivamente grandi, segreterie e servizi amministrativi ulteriormente sotto pressione, riduzione dell’occupazione e una diminuzione della capacità organizzativa delle comunità educanti, con ricadute su studenti, famiglie e territori già caratterizzati da criticità.
I gruppi sindacali della scuola – Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Federazione Gilda Unams, Snals Confsal e Anief – ribadiscono infine la loro netta contrarietà al provvedimento, definito come un ulteriore disinvestimento sulla scuola pubblica e lanciano un appello a istituzioni e amministratori affinché intervengano per rivedere una scelta che, concludono, rischia di compromettere il diritto all’istruzione nel territorio ferrarese.
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