Politica
30 Gennaio 2026
Secondo quanto vorrebbe proporre il ministro si inizierebbe con 10/15mila unità per arrivare nel tempo a 40mila

Malaguti interroga Crosetto. Procede il progetto per una “Riserva militare volontaria”

di Redazione | 2 min

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Si procede con il progetto di un “Riserva militare volontaria” per l’Esercito Italiano, con l’obiettivo di arruolare, in un primo momento tra le 10 e le 15mila unità, per arrivare in prospettiva a 40mila.

Sono alcuni dei dati forniti da Mauro Malaguti, deputato di Fratelli d’Italia e componente della Commissione difesa alla Camera che ha interrogato il ministro della Difesa Guido Crosetto.

“L’attuale contesto internazionale – dice Malaguti – è caratterizzato da un livello di instabilità e di minacce senza precedenti negli ultimi decenni, con conflitti ad alta intensità ai confini dell’Europa e una crescente rilevanza delle minacce ibride, cyber e tecnologiche”.

Il deputato fa anche notare che “in questo scenario, numerosi paesi europei stanno intervenendo sul rafforzamento del proprio strumento militare, non solo attraverso investimenti finanziari, ma anche con un aumento di personale o ricorrendo a forme di cosiddetta leva volontaria”.

Al Qt il ministro ha risposto precisando di essere pronto a presentare un Disegno di legge al Consiglio dei Ministri per una prima approvazione, in vista dell’iter parlamentare”.

“La proposta – spiega Malaguti – presenterà il progetto di una ‘Riserva militare ausiliaria volontaria’ per l’Esercito Italiano, con l’obiettivo di arruolare circa 10.000-15.000 unità (inclusi ex militari e civili specializzati) con l’obiettivo di arrivare, in prospettiva, a 40.000 per potenziare la difesa, la cybersicurezza e la gestione delle crisi, colmando le carenze di personale. La riserva sarà ispirata a modelli come quelli di Francia e Germania, e interverrebbe in casi di necessità estrema, gravi crisi internazionali, calamità naturali o attacchi cyber alle infrastrutture critiche. Non si tratterà del ritorno alla leva obbligatoria, ma di un reclutamento volontario basato su competenze specifiche (tecniche, scientifiche, legali). Sarà quindi composto da ‘combattenti part-time’ che riceveranno formazione e addestramento periodico”.

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