Non vi è alcuna associazione tra l’uso del paracetamolo in gravidanza o in età pediatrica e l’insorgenza di disturbi neurologici, incluso l’autismo, durante l’infanzia. È quanto emerge da una vasta meta-analisi basata su 43 studi scientifici, pubblicata sulla rivista The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women’s Health, una delle più autorevoli a livello internazionale nel campo della medicina materno-infantile.
Lo studio è il risultato di una collaborazione internazionale e multidisciplinare che ha coinvolto competenze in epidemiologia, ostetricia e salute pubblica. È stato coordinato dalla professoressa Maria Elena Flacco dell’Università di Ferrara e dal professor Francesco D’Antonio dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti.

Professoressa Maria Elena Flacco dell’Università di Ferrara
“Abbiamo analizzato complessivamente 43 pubblicazioni scientifiche sull’argomento, selezionando esclusivamente gli studi più ampi e metodologicamente rigorosi”, spiega la professoressa Flacco. “Tra questi, anche lavori basati su confronti tra fratelli (sibling comparison), un approccio che consente di ridurre l’influenza di fattori genetici e ambientali condivisi e di ottenere evidenze più robuste”.
“Dall’analisi – prosegue – non emerge alcuna evidenza che l’assunzione di paracetamolo durante la gravidanza aumenti il rischio di disturbi dello spettro autistico, Adhd o disabilità intellettiva nelle bambine e nei bambini. Si tratta di risultati rilevanti, perché offrono una base più solida per le decisioni cliniche e per una comunicazione scientifica corretta, rivolta sia ai professionisti sanitari sia alla cittadinanza”.
Nel settembre 2025, alcune dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti avevano suggerito una possibile associazione tra l’uso di paracetamolo in gravidanza e un aumento del rischio di disturbi dello sviluppo cognitivo nei bambini. Tali affermazioni avevano ricevuto ampia attenzione mediatica, contribuendo a diffondere preoccupazioni nella popolazione generale.
Le autrici e gli autori dello studio sottolineano che “qualsiasi farmaco deve essere utilizzato in modo appropriato, nel rispetto delle indicazioni cliniche”. Tuttavia, sulla base delle evidenze scientifiche attualmente disponibili, “non esistono prove che giustifichino allarmismi specifici sull’uso del paracetamolo in relazione all’autismo o ad altri disturbi neurologici”.
La pubblicazione su The Lancet Obstetrics, Gynaecology & Women’s Health e la sua rapida ripresa da parte di importanti media internazionali, tra cui la BBC, confermano la rilevanza dello studio per la salute pubblica e per una corretta informazione scientifica a livello globale.
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