Ferrara si conferma un territorio con una forte propensione alla spesa per le vacanze. Secondo un’analisi di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, la provincia estense registra una spesa turistica pro capite pari a 1.660 euro, un dato che la colloca stabilmente nella parte alta della graduatoria nazionale e al di sopra della media italiana, superando anche realtà metropolitane come Roma e Firenze.
Lo studio, che incrocia dati Istat, Banca d’Italia ed Eurostat, mette in evidenza come la spesa per i viaggi segua sempre più da vicino la geografia economica dei territori. In questo quadro, Ferrara si inserisce a pieno titolo tra le province del Centro-Nord con una capacità di spesa solida e una domanda turistica strutturata.
A guidare la classifica nazionale sono Brescia (1.750 euro pro capite), Aosta (1.731 euro) e Torino (1.725 euro), seguite da Genova e da un gruppo compatto di province del Nord come Mantova, Verona, Savona, Lecco e Bergamo. Ferrara si colloca poco sotto questo blocco di testa, ma davanti a molte città di primo piano: Roma si ferma a 1.600 euro, Firenze a 1.499, mentre Bologna registra 1.591 euro.
Tra le città metropolitane, Milano resta il riferimento con 1.672 euro pro capite, seguita dalla Capitale e dal capoluogo emiliano. Secondo Vamonos Vacanze, in queste aree il budget destinato ai viaggi può risultare fino al 40% superiore alla media nazionale, grazie a redditi più elevati, maggiore densità urbana, una più alta incidenza di single e una spiccata propensione verso viaggi internazionali ed esperienze organizzate.
All’estremo opposto della classifica si concentrano invece molte province del Mezzogiorno e delle aree interne, dove la spesa pro capite scende sotto i 1.200 euro. Vibo Valentia, Agrigento e Caltanissetta chiudono la graduatoria con valori compresi tra i 1.105 e i 1.125 euro.
L’analisi sottolinea come il reddito non sia l’unico fattore determinante. “Pesano anche la densità abitativa, l’offerta culturale, l’accessibilità ai servizi e i modelli di consumo”, spiegano gli analisti. Nei grandi centri e nelle province più dinamiche, come Ferrara, si tende a viaggiare magari meno spesso, ma con una spesa più elevata per singolo viaggio, privilegiando pacchetti organizzati e soggiorni più strutturati. Nelle aree interne e meno dense, al contrario, prevalgono viaggi brevi e destinazioni nazionali, con una spesa media più contenuta.
Per Ferrara, il dato restituisce l’immagine di una provincia che, pur non essendo una grande metropoli, mantiene comportamenti di consumo turistico allineati ai territori economicamente più forti del Paese.
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