Le recenti analisi della Corte dei Conti sulla situazione delle liste d’attesa a Ferrara pongono interrogativi profondi che, come Cgil, Cisl e Uil non possiamo ignorare. Al di là dei numeri e dei rilievi tecnici, ciò che ci sta a cuore è l’impatto reale che queste difficoltà hanno sulla vita quotidiana dei cittadini e delle famiglie del nostro territorio. Osserviamo con crescente preoccupazione come il ricorso alla libera professione a pagamento stia diventando per molti non una libera scelta, ma una necessità legata ai tempi troppo lunghi del servizio pubblico.
Questo scenario rischia di creare una silenziosa ma dolorosa frattura sociale. Quando l’unica via per ottenere una visita in tempi brevi è quella di attingere ai propri risparmi, si finisce inevitabilmente per penalizzare chi quelle risorse non le ha. La nostra preoccupazione più grande riguarda proprio quella fascia di popolazione che, non potendo sostenere costi privati, si vede costretta a rimandare o, peggio, a rinunciare del tutto alle cure. Si tratta di un segnale d’allarme che non possiamo sottovalutare, perché tocca il cuore del nostro patto sociale e di quel principio di equità che è alla base del vivere civile.
L’Articolo 32 della Costituzione definisce la salute come un fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività. Affinché questa non resti soltanto una dichiarazione d’intenti, è necessario che il sistema pubblico torni a essere il primo e principale punto di riferimento per ogni cittadino, indipendentemente dalle sue disponibilità economiche. Vedere persone che desistono dal curarsi perché il sistema non riesce a rispondere nei tempi corretti è una ferita che colpisce il senso stesso della nostra missione di sindacato e di operatori della sanità.
Come organizzazioni confederali, unitariamente, crediamo che sia giunto il momento di una riflessione comune e costruttiva tra istituzioni, aziende sanitarie e parti sociali. Non cerchiamo colpevoli, ma soluzioni che rimettano al centro la dignità della persona. È necessario uno sforzo corale per ottimizzare le risorse e valorizzare il personale, con l’obiettivo di accorciare le distanze tra il cittadino e il suo diritto alla prevenzione e alla cura. Difendere la sanità pubblica significa oggi, più che mai, assicurarsi che nessuno venga lasciato indietro e che la salute resti un bene accessibile a tutti, come i padri costituenti avevano sognato per il nostro Paese.
Cgil, Cisl e Uil Ferrara
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