Attualità
28 Gennaio 2026
Pd: “Controllo ideologico. Una vera e propria lista di proscrizione che richiama pratiche tipiche dei regimi”

Anche a Ferrara i volantini che invitano a segnalare i “professori di sinistra”

di Redazione | 3 min

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Anche di fronte alle scuole di Ferrara sono comparsi i volantini dell’iniziativa “La scuola è nostra”, promossa da Azione Studentesca, l’organizzazione giovanile legata a Fratelli d’Italia.

I volantini, diffusi davanti agli ingressi del liceo Ariosto e dell’istituto tecnico Bachelet, invitano studentesse e studenti a segnalare docenti ritenuti “di sinistra”.

Attraverso un QR code stampato sui foglietti viene richiesto di compilare un questionario online che indaga sulla presunta “propaganda” politica durante le lezioni, sollecitando esempi concreti (una delle domande è: “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?” .

La Flc Cgil nazionale ha già scritto al ministro dell’istruzione Valditara, per segnalare che “tale pratica configura una forma di schedatura o stesura di una lista di proscrizione basata su presunte o reali opinioni politiche e rappresenta una grave violazione dei principi democratici che fondano il sistema educativo pubblico, oltre a costituire un attacco all’autonomia e alla libertà della comunità educante”.

A livello locale il fatto è stato segnalato da alcuni rappresentanti di istituto. Per il Pd di Ferrara si tratta di “controllo ideologico. Una vera e propria lista di proscrizione, che non appartiene a una democrazia liberale ma richiama pratiche tipiche dei regimi”.

“È legittimo e necessario parlare dei problemi della scuola – affermano i dem -. Proprio per questo riteniamo inaccettabile usare temi reali e sentiti (come l’edilizia scolastica, il riscaldamento che non funziona, le strutture degradate, la presenza di muffe o l’impossibilità di organizzare le gite) come esche per un’operazione che punta a schedare e additare gli insegnanti in base alle loro idee”.

Secondo il Pd iniziative di questo tipo “non solo alimentano un clima di sospetto e di delazione, ma espongono concretamente i docenti a rischi e a forme di pressione inaccettabili. Chi le promuove deve assumersene fino in fondo la responsabilità politica. Tanto più quando arrivano da un’organizzazione giovanile direttamente riconducibile a forze che oggi governano il Paese”.

“Se l’obiettivo è davvero tutelare i diritti degli studenti – concludono -, la strada non può essere quella della schedatura. La scuola deve restare uno spazio di libertà di insegnamento, pluralismo e confronto critico. Per questo riteniamo che questa iniziativa vada contrastata e ritirata immediatamente”.

Sul tema interviene anche Usb Scuola che denuncia e “contrasta con forza il tentativo di schedatura di Azione Studentesca”: “Va a caccia di insegnanti di sinistra, attraverso la delegazione di studenti e, perché no, di colleghi e famiglie, anche se indirettamente – scrivono dal sindacato -. Sono gli stessi soggetti che volantinano sempre scortati dalla polizia i loro testi razzisti contro i ‘maranza’ o il loro vuoto identitarismo nazionale, quando il loro referente politico, Giorgia Meloni, insieme al suo Governo, è il presidente del Consiglio più asservito e commissariato dalle potenze straniere”.

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