di Stefania Scarfò
Non sarà riaperta l’istruttoria dibattimentale per la morte di Denis Bergamini. La Corte d’Assise del tribunale di Catanzaro infatti, durante la seconda udienza del processo di appello a carico di Isabella Internò, condannata a 16 anni per il fatto di sangue avvenuto il 18 novembre 1989 a Roseto Capo Spulico, lungo la SS106 Jonica, ha rigettato tutte le eccezioni avanzate dalla difesa dell’imputata, non presente in aula, rappresentata dagli avvocati Angelo Pugliese e Cataldo Intrieri, assente.
Un’udienza, quella di martedì 27 gennaio, durata pochi minuti. Giusto il tempo di leggere l’ordinanza con cui il presidente Piero Santese (Commodaro a latere) ha rigettato, innanzitutto, la richiesta di nullità del giudizio e della sentenza di primo grado, fondata sul difetto di capacità giuridica di alcuni componenti della Corte d’Assise di Cosenza.
Declinata inoltre la richiesta di nullità di riapertura delle indagini preliminari e la richiesta di dichiarare inutilizzabili le dichiarazioni rilasciate nel 1989 da Isabella Internò in quanto l’odierna imputata non risultava indagata nel momento in cui venne ascoltata a ridosso dell’evento delittuoso.
Rigettata anche la richiesta di acquisire le note medico-legali del professor Ricci così quella di effettuare una nuova perizia medico-legale, confermando e ritenendo più che sufficiente quanto già prodotto nel corso del processo di primo grado.
Respinta poi anche la richiesta di ascoltare nuovamente Donata Bergamini, di sentire sua madre Maria Zerbini, l’ex avvocato della famiglia Bergamini Eugenio Gallerani e il pentito Pietro Pugliese. Ritenuta inammissibile, infine, la richiesta di ritenere nulle le testimonianze di Tiziana Rota e Maurizio Lucchetti.
Il processo tornerò in aula il 26 maggio per la requisitoria della Procura Generale e l’arringhe delle parti civili. L’11 giugno toccherà invece alla difesa di Internò, mentre il 9 luglio – dopo le repliche – è prevista la sentenza.
Soddisfazione arriva dall’avvocato Fabio Anselmo, legale di parte civile che assiste Donata Bergamini, sorella di Denis: “Tutte le speranze per rimescolare le carte e introdurre carte nuove, a nostro avviso in maniera proceduralmente non prevista dalla norma, sono state respinte. Tutte. Respinte le questioni di nullità. Respinte le richieste di rinnovazione dell’istruttoria. Respinte le richieste di riascoltare i testimoni. Respinte tutte le istanze sulla parte peritale e scientifica del processo: nuove perizie, nuovi esami, nuovi consulenti introdotti in appello. Su tutte le questioni giuridiche da noi sollevate, la Corte ha deciso nello stesso modo”.
“Non è propaganda, non è fuffa, ma è un provvedimento preso dall’autorità giudiziaria – chiude l’avvocato dei casi Aldrovandi e Cucchi – che ha ritenuto l’istruttoria di primo grado sufficiente, così come la sentenza. Non ci saranno rallentamenti, a nostro avviso inutili, che ci avrebbero fatto perdere solamente tempo. É un momento interlocutorio, ma importante perché adesso si fa sul serio. Manca poco, ci potrà essere discussione prima della decisione, ma io oggi sono emozionato perché dopo anni di battaglia siamo sempre più vicini alla verità“.
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