Bondeno. “Mentre a Portomaggiore il senatore di Fratelli d’Italia Alberto Balboni invoca ‘classi-ponte’ e test d’ingresso per gli alunni stranieri, agitando lo spettro di un’integrazione fallita, a Bondeno regna un silenzio assordante”. Tommaso Corradi, consigliere comunale e segretario del Pd a Bondeno interviene proponendo un parallelo tra la sua città e quella amministrata da Dario Bernardi (Pd). “Mi chiedo – scrive – se la realtà si misuri sui dati statistici o, piuttosto, sull’appartenenza politica del sindaco di turno”.
“I numeri – aggiunge -, infatti, non mentono, a differenza della propaganda”. Corradi parla di un aumento del 40% della popolazione straniera residente a Bondeno tanto che il centro culturale islamico — “o per meglio dire la ‘Moschea’, come la chiama il centrodestra nei comuni dove è all’opposizione” — sta portando la sua attività in un locale più grande in pieno centro cittadino. “Eppure – dice – qui il sindaco e i vertici nazionali di FdI non sembrano sentire l’urgenza di ‘esami iniziali’ o di percorsi differenziati”.
“Viene da chiedersi – prosegue – se la lingua italiana si impari più facilmente sotto un’amministrazione di centrodestra o se, semplicemente, a Bondeno faccia comodo ignorare il tema per non ammettere che la gestione dell’integrazione è una sfida che riguarda tutti, non solo il Pd”.
Per Corradi la proposta di Balboni per Portomaggiore “non è una soluzione educativa, è propaganda elettorale pura: si scelgono territori amministrati dal centrosinistra per lanciare provocazioni identitarie, dipingendo contesti fuori controllo per racimolare consenso sulla pelle della scuola pubblica”.
E così, “mentre a Portomaggiore si parla di classi-ponte che sanno di segregazione, a Bondeno si tace, nonostante l’incremento demografico straniero sia evidente e richieda investimenti reali in mediazione culturale e potenziamento scolastico”.
“Dividere gli alunni in base alla lingua – spiega – non è un ‘modello europeo’, come sostiene il senatore, ma un sistema di esclusione che rallenta l’apprendimento: se un bambino non interagisce con i coetanei italofoni, il suo processo di integrazione linguistica si arena inevitabilmente”.
Dunque per Corradi la vera sfida, “che a Bondeno facciamo finta di non vedere”, è quella di destinare maggiori risorse “per finanziare laboratori linguistici pomeridiani aperti a tutti e per sostenere gli insegnanti che gestiscono classi complesse senza gli strumenti adeguati”.
“Caro senatore Balboni – conclude -, la coerenza vorrebbe che le sue preoccupazioni valessero anche per Bondeno. O forse la tenuta sociale è a rischio solo quando bisogna fare opposizione? Noi continueremo a lavorare per una scuola che unisca, rifiutando la logica di chi cerca sempre un nuovo confine da tracciare, magari appena fuori dal giardino di casa propria”.
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