“Senza casa non c’è futuro, senza solidarietà non c’è città”. Al Consiglio comunale di lunedì 26 gennaio, consiglio in cui larga parte della discussione è occupata dall’emergenza al Grattacielo, c’è anche Cittadini del Mondo. Una delle associazioni che si è impegnata per aiutare gli sfollati dopo l’incendio dell’11 gennaio alla Torre B.
“Dove andranno?” le oltre 500 persone che dovranno sgomberare anche le torri A e C e chiedono al Comune di “assumersi le sue responsabilità”.
“Da anni – scrivono – sentiamo dire dall’Amministrazione che ci governa di grandi progetti per riqualificare tutto il quartiere, grandi parole vuote. Grandi progetti e pochi controlli delle abitazioni, degli affitti, delle norme antincendio e di tutte quelle cose “noiose” che non fanno audience e non portano voti”.
Dopo l’incendio dell’11 gennaio scoprono “che già dal 2018 esiste un progetto concordato con i Vigili del Fuoco per il completamento dei lavori di salvaguardia. Il controllo dei lavori era ed è compito del Sindaco, dei Vigili del Fuoco ed infine del Prefetto. Quindi dal 2019 era compito del Sindaco attuale vigilare su questi lavori e sulla sicurezza di centinaia di cittadini”.
Ora, dopo le ordinanze, arriva anche la chiusura “totale di tutte le torri, conclusione obbligata dopo la trascuratezza degli ultimi anni”.
Così ci si trova con “centinaia di persone per strada in una città già in crisi abitativa per l’incremento di 14.000 studenti universitari di altre città e le piccole grandi speculazioni degli affitti brevi per turisti”.
“Se a questo – proseguono – si aggiunge l’ostilità, fino al vero e proprio razzismo, nei confronti dei lavoratori stranieri si capisce perché tanti di noi immigrati vivano nel grattacielo: uno dei pochi stabili dove è possibile comprare o affittare a basso costo e anche essere ospitati; spesso non ci sono alternative”.
È per questo che secondo Cittadini del Mondo “deve entrare in campo l’Amministrazione della città, non solo per soccorrere le persone fragili ma anche per proporre soluzioni abitative immediate e a lungo termine ed evitare che centinaia di persone finiscano per strada”.
“È una crisi umanitaria enorme – dicono -, ma persino in questa situazione leggiamo post razzisti che incitano all’odio e allo sterminio”.
“Invitiamo tutti i gestori dei siti che pubblicano queste porcherie a cancellarle immediatamente – concludono -, non solo perché illegali, ma anche perché lo squallore di chi li scrive alimenta ostilità e mina alla base qualsiasi collaborazione. Soprattutto nasconde la dura verità: il problema grattacielo è un problema di tutta la città, un problema di tutti noi anche di coloro che non lo vogliono vedere”.
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