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Nel quadro delle iniziative per la Giornata della Memoria, Arcigay Ferrara Gli Occhiali d’Oro rinnova il proprio impegno nel mantenere vivo il ricordo delle persone omosessuali perseguitate dai regimi fascista e nazista, portando all’attenzione della cittadinanza una pagina spesso dimenticata della storia europea del Novecento.
In questa cornice, “Omocausto: lo sterminio invisibile” sarà il focus dell’intervento previsto il 27 gennaio a Cento, durante la seduta del Consiglio Comunale dedicata alla Giornata della Memoria. L’iniziativa consiliare, promossa dall’assessora alle Pari opportunità del Comune di Cento, vede gli interventi di Manuela Macario, responsabile del Centro Antidiscriminazione Lgbti+ di Ferrara, e Claudio Tosi, responsabile nazionale cultura di Arcigay.
“Ricordare l’Omocausto – dichiara Macario – significa restituire dignità a persone che sono state cancellate due volte: prima dalla violenza del regime, poi dal silenzio della storia. Portare questi temi nei luoghi istituzionali e nello spazio pubblico è un atto di responsabilità civile, soprattutto oggi, per contrastare ogni forma di discriminazione e odio”.
A Ferrara, l’associazione promuove la mostra fotografica “L’Isola degli Arrusi” di Luana Rigolli, un percorso di immagini e memoria che restituisce visibilità a una vicenda rimossa: la persecuzione e il confino delle persone omosessuali durante il regime fascista. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Arcigay nazionale e si inserisce nell’ambito del progetto ApertaMente, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per la promozione delle pari opportunità e il contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere (annualità 2025–2026).
“La persecuzione delle persone omosessuali durante il fascismo – specifica Claudio Tosi – è stata a lungo rimossa dalla memoria collettiva. Progetti come L’Isola degli Arrusi ci aiutano a colmare questo vuoto, intrecciando ricerca storica, linguaggi artistici e impegno civile, affinché la memoria diventi uno strumento vivo di consapevolezza e di tutela dei diritti”
La mostra prende avvio da una vicenda storica poco conosciuta ma significativa: nei primi due mesi del 1939, 45 uomini omosessuali di Catania e provincia vennero arrestati e mandati al confino sull’isola di San Domino (Tremiti), a oltre 700 km di distanza. In tutta Italia, il regime fascista arrestò e confinò centinaia di uomini la cui unica “colpa” era l’omosessualità. A Catania, gli arresti furono particolarmente numerosi: i fermati – di età compresa tra i 18 e i 54 anni – vennero accusati di “pederastia passiva” e sottoposti a visite mediche invasive per “attestarne” la colpevolezza. In città venivano chiamati arrusi (o jarrusi), termine utilizzato per indicare chi veniva identificato come “passivo”: solo loro vennero perseguitati, mentre chi era ritenuto “attivo” non subiva arresti perché considerato comunque un “maschio”.
Attraverso fotografie, ricostruzioni dei luoghi e documenti d’archivio (schede biografiche, atti di arresto, referti e suppliche), la ricerca di Luana Rigolli restituisce dignità e memoria a una storia rimossa, intrecciando testimonianza visiva e ricostruzione storica.
Ad arricchire il percorso espositivo, i volti di alcuni confinati, ritratti dall’artista Caterina Basso, sceneggiatrice e musicista impegnata tra scrittura, didattica e progetti culturali. Attraverso il disegno — in particolare il ritratto — la Basso restituisce a questi uomini non solo identità, ma presenza, sottolineando la dimensione umana e intima di una vicenda segnata da accuse, isolamento e silenzio.
“Ho scelto questi volti – dichiara Basso – perché mi sembrano presenze vive, non documenti. Disegnarli è stato un modo per restituire memoria e voce a uomini resi ‘isole’, circondati da un mare di parole, accuse e silenzi”.
PROGRAMMA MOSTRA
📅 Inaugurazione: domenica 1° febbraio
🕓 ore 16 – opening
🎀 ore 17 – taglio del nastro con la presenza di:
• Luana Rigolli, fotografa e autrice della mostra
• Claudio Tosi, Responsabile nazionale cultura di Arcigay
🥂 ore 18:30 – aperitivo
🖼️ La mostra sarà visitabile dal 1° febbraio al 1° marzo
sabato 17 – 20
domenica 16 – 19
(con possibilità di visita guidata)
📲 Disponibili anche visite infrasettimanali su appuntamento. La mostra è fruibile anche negli orari di apertura del Cad Lgbti+ Ferrara (pagina fb e ig Cad lgbtqia+ Ferrara)
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