Bondeno
27 Gennaio 2026
L’occasione di vederlo suonare all’interno della Chiesa di Burana è alle ore 17 di domenica 1 febbraio

Al Burana Festival arriva Wolfgang Zerer

di Redazione | 3 min

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Secondo appuntamento con gli Hub Urbani e di Prossimità

Dopo il partecipato incontro a Bondeno capoluogo, è ora la volta di Stellata: questa sera (martedì 27), alle ore 20.30 presso il bar del Centro Sociale Ariosto di Stellata, si terrà il secondo incontro pubblico dedicato alla presentazione degli Hub Urbani e di Prossimità

Burana. Nell’ambiente si dice sia l’organista più importante al mondo, in ogni caso è certamente nel gotha della professione: interpreterà il Concerto di Carnevale del Burana Festival di questa domenica, 1 febbraio.

Si tratta del tedesco Wolfgang Zerer, classe 1961, pluripremiato studioso, docente e artista dell’organo che abitualmente tiene concerti e masterclass in Europa e in altri continenti. L’occasione di vederlo suonare all’interno della Chiesa di Burana è dunque fissata per le ore 17 di domenica 1 febbraio.

«Sarà un momento speciale di valorizzazione dello storico organo Traeri – annuncia il sindaco, Simone Saletti –, completamente restaurato cinque anni fa in concomitanza con la riapertura della Chiesa di Burana. Siamo orgogliosi di avere sul nostro territorio quella che a tutti gli effetti è una “star” mondiale dello strumento musicale».

Il Burana Festival è organizzato dalla Parrocchia di San Giacomo Maggiore e dal Lions Club di Bondeno Ets, sotto la direzione artistica di Gabriele Martin: «Domenica avremo un evento dedicato alla grande tradizione organistica barocca, in uno straordinario confronto tra la scuola italiana e quella tedesca. Verrà dato spazio a grandi compositori di entrambi gli stili – dice il direttore artistico – da Muffat e Kerll, da Buxtehude a Scheidt e Erbach e altri ancora, mantenendo comunque il radicamento territoriale con alcune opere del compositore ferrarese Girolamo Frescobaldi».

A Martin così come alla Parrocchia e al Lions Club va «il più vivo ringraziamento per la costante promozione della cultura musicale sul territorio – sono le parole dell’assessore competente, Francesca Aria Poltronieri –: il Festival è davvero unico nel suo genere in tutta la provincia, proseguirà ancora nei prossimi mesi con il coinvolgimento di altre realtà musicali del territorio, e adesso si è anche dimostrato in grado di attrarre i più grandi artisti del panorama internazionale».

Burana torna dunque con forza ad essere «capitale della musica sacra», come aveva evidenziato il parroco don Roberto Sibani in sede di presentazione della kermesse.

Il Festival, giunto alla quarta edizione, aveva preso il via con il sostegno del Lions Club all’epoca presieduto da Adelmo Guandalini: un supporto poi continuato con i presidenti Pier Paolo Mazzucchelli, Anna Campi e adesso Alessandro Battelli, che in conferenza stampa non aveva fatto mistero di provare «grande ammirazione per chi tre secoli fa ha costruito uno straordinario organo, realizzando un complesso lavoro artigianale».

Il riferimento era naturalmente al maestro Traeri, che nel 1726 in una bottega modenese aveva prodotto l’organo poi arrivato a Burana a seguito di varie vicissitudini. Consunto dal tempo, lo strumento ha potuto trovare nuova vita grazie al profondo e meticoloso restauro condotto da Paolo Tollari, completato nel 2021 quando lo strumento è tornato a suonare all’interno della parrocchia durante gli eventi ma anche nelle messe domenicali.

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