Cento. La questione relativa alla spesa di 9.152 euro per la gestione e la promozione social della Pinacoteca civica di Cento torna al centro del dibattito politico dopo un secondo accesso agli atti fatto dal consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Guaraldi. La risposta degli uffici chiarisce in modo definitivo la reale durata del contratto oggetto di polemica.
“Rispondendo ad un mio ulteriore accesso agli atti – spiega Guaraldi -, gli Uffici hanno confermato che, come indicato nella determina n.1142/2025, il rapporto contrattuale si è concluso definitivamente alla data del 31 dicembre 2025”. Un passaggio questo che smentisce pertanto quanto affermato dall’assessore alla Cultura Silvia Bidoli, la quale aveva sostenuto frettolosamente che la durata di detto incarico fosse estesa da ottobre 2025 a ottobre 2026.
“Gli atti ufficiali dicono altro – prosegue il Consigliere di Fratelli d’Italia – e confermano che il contratto non aveva affatto durata annuale, ma si è sviluppato in un arco temporale di poco superiore ad appena quaranta giorni”. Guaraldi precisa inoltre che l’eventuale utilizzo dei materiali prodotti anche nei mesi successivi fino a ottobre 2026 non modifica in alcun modo né la durata né la natura della prestazione.
Il Consigliere solleva anche un ulteriore aspetto critico “Mi domando – continua Guaraldi – come si possa affermare che il lavoro sia stato svolto a partire da ottobre 2025, quando la determina di affidamento è datata 4 novembre 2025. Dai documenti pubblicati sull’Albo Pretorio, e in particolare dal punto 3 del foglio Patti e condizioni, emerge infatti che l’affidamento decorre dalla data di aggiudicazione e termina entro l’anno 2025. Non è possibile assumere un incarico da un ente pubblico prima della relativa determina, o a Cento valgono regole diverse che nel resto d’Italia?”.
Guaraldi respinge quindi al mittente le accuse mosse dall’Assessore di non conoscere le modalità di gestione dei contenitori culturali. “Il tema non è mai stato il valore della Pinacoteca o l’importanza della comunicazione, ma i tempi e le informazioni fornite al cittadini. Capisco sia stato più facile per l’Assessore cambiare tema nella risposta”.
“Alla luce delle risposte ricevute con l’accesso agli atti – conclude Guaraldi -: ritengo lecito domandarmi se l’Assessore avesse piena conoscenza della determina al momento della sua risposta. Sarebbe molto grave non essersi documentata a dovere prima di rivolgere accuse contro un Consigliere che riporta dati oggettivi, ponendo inoltre dubbi sulle sue competenze. Continuerò a svolgere il mio ruolo di controllo con serietà, basandomi esclusivamente su atti e documenti oggettivi”.
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