Cronaca
25 Gennaio 2026
I fatti risalgono al 2020 quando un uomo, allora 19enne, minacciò con un coltello una 17enne durante una festa in casa da amici

Violentò una 17enne. La Cassazione conferma la condanna a 5 anni e 8 mesi

di Pietro Perelli | 2 min

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Aveva intimorito una 17enne tagliandosi con un coltello per costringerla ad avere un rapporto sessuale con lui. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna in via definitiva a 5 anni e 8 mesi per violenza sessuale aggravata inflitta nel 2023 dal Tribunale di Ferrara e confermata dalla Corte d’Appello di Bologna nel 2025.

La vicenda risale al 2020 quando durante una festa in casa da amici a Ferrara un ragazzo di 19 anni aveva costretto la ragazza a seguirlo in una stanza per poi violentarla. Fu lì che estrasse il coltello, si ferì e violentò la minore mentre gli amici erano fuori casa per comprare le sigarette. Al loro rientro lei era riuscita a divincolarsi e a scappare dalla stanza mentre il 19enne era stato visto in atteggiamenti ritenuti inequivocabili.

Ascoltati nei precedenti gradi di giudizio alcuni di loro hanno testimoniato di aver visto il ragazzo avvicinarsi a loro sanguinante (per la ferita con il coltello che si era autoinflitto) e con i pantaloni abbassati mentre la ragazza correva seminuda verso di loro.

Proprio la testimonianza degli amici, insieme alle indagini degli inquirenti coadiuvati anche dai Ris di Parma avevano spinto già il Tribunale di Ferrara a condannare l’imputato. Allo stesso modo la Corte di Cassazione ha ritenuto veritiere le testimonianze degli amici e della vittima “apparso scevro da propositi vendicativi o intenti calunniosi o comunque contaminato da elementi di rancore o di dissapore preesistenti, offrendo una plausibile ricostruzione delle varie fasi in cui si è articolata la vicenda delittuosa, senza far emergere elementi di sospetto in ordine alla testimonianza resa, poi riscontrata dalle dichiarazioni rese dagli altri ragazzi presenti alla festa”.

Dopo la conferma della Corte d’Appello è arrivata dunque anche quella della Cassazione che ai 5 anni e 8 mesi di reclusione aggiunge il pagamento delle spese processuali e il rimborso delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla vittima per il ricorso.

“Stante la infondatezza delle doglianze formulate – si legge nella sentenza della Corte -, il ricorso proposto nell’interesse del ricorrente deve essere rigettato, con conseguente onere per il ricorrente stesso”.

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