Bedin: “La solidarietà è patrimonio di tutti noi”
"Il volontariato esprime, in modo variegato e pratico, il volto solidale della nostra città". Inizia così Domenico Bedin che subito dopo si rivolge al sindaco di Ferrara Alan Fabbri
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Certe volte la realtà ha un tempismo tutto suo. E una discreta dose di ironia involontaria. È il caso del post pubblicato il 14 novembre 2025 sui social da Nicola "Naomo" Lodi, ex vicesindaco di Ferrara, dedicato all'apertura del bar "Mai Guai" sotto il Grattacielo
Un altro passo verso il miglioramento dell’illuminazione pubblica del territorio e l’efficientamento del servizio
Nei prossimi mesi prenderà vita con iniziative ideate nel segno dell'inclusione il progetto volto a creare un percorso accessibile tra la Casa della Comunità di corso Giovecca e la delizia dei Bagni Ducali di viale Alfonso d'Este, dove saranno realizzate - sempre nell'ambito progettuale - attività culturali, motorie, teatrali e musicali
Il 19 gennaio si è riunita l'Assemblea dei soci dell'Accademia Corale Vittore Veneziani per procedere al rinnovo del Consiglio direttivo
Lido di Volano. “Un’altra pagina di storia se ne va, in questo freddo e umido gennaio”. Dopo 67 anni di attività, lo storico ristorante Da Checo abbassa definitivamente la saracinesca, lasciando un vuoto profondo nella piazza e nella memoria del Lido di Volano. A raccontare gli ultimi giorni di attività del locale è stata la stessa titolare, intervistata da Claudio Castagnoli, ex comandante della Polizia provinciale, che con grande sensibilità ha voluto documentare questo momento con un video pubblicato sui social, diventato in poche ore un racconto collettivo fatto di ricordi, emozioni e nostalgia.
“Avevo cinque anni quando i miei genitori decisero di aprire qui una friggitoria: era una scommessa”, racconta Ersilia con voce carica di sentimento. Tutto nasce da una piccola baracca di legno, “quando il Lido era fatto di ombrelloni improvvisati e un mare forse più pulito”, aggiunge Castagnoli. Il padre, Francesco Biolcati, detto Checo, credeva profondamente in quel luogo: di notte, pezzo dopo pezzo, ampliava la struttura, fino a trasformare la friggitoria in un vero ristorante. Prima l’asporto, poi tavoli e sedie, quindi le attrezzature nuove.
La storia di Checo è anche la storia dei suoi ospiti. Tra quei tavoli sono passati grandi nomi del cinema e dello spettacolo come Pupi Avati, Marcello Mastroianni, John Malkovich e Philippe Leroy. Ma su tutti spicca il legame speciale con Milva, Maria Ila Biolcati, “la pantera di Goro”. “Quando veniva qui dovevamo chiudere il locale – racconta Ersilia – altrimenti non riuscivamo nemmeno a parlare, attirava troppa gente”.
La cucina era un altro pilastro della leggenda del ristorante: il ristorante di pesce della mamma, i calamaretti e il vero cavallo di battaglia, l’anguilla. E poi le tradizioni antiche, come le sarde messe sotto sale nei barattoli di pomodori della nonna, o i filetti di acciughe preparati a mano. Una famiglia di grandi lavoratori, con un nonno che aveva persino riaperto il mercato del pesce di Goro nel dopoguerra.
“Io sono la figlia di Checo”, dice Ersilia, rivendicando con orgoglio un’identità che è diventata destino. Un lavoro vissuto come “odio e amore”, portato avanti per rispetto verso la madre e la storia di una vita, rinunciando al sogno di fare l’arredatrice o la pittrice.
Resta però il legame profondo con l’ambiente del Lido, con la natura che circonda il ristorante e persino con i daini, che Ersilia accoglie con affetto, “nonostante i danni alle piante”. E resta soprattutto l’abbraccio della comunità. “L’ultima domenica che ho tenuto aperto ho pianto – confessa – perché i clienti sono venuti a salutarmi dicendo: ‘Adesso noi dove andiamo?'”. Non solo clienti, ma amici di una vita. E un capitolo di storia del Lido che se ne va.
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