Cronaca
24 Gennaio 2026
Nuova udienza del processo per la morte di Marco Lelli Ricci. Sentiti un vigile del fuoco che intervenne nell'incidente e il tecnico dell'Uopsal dell'Ausl di Ferrara che effettuò sopralluoghi e rilievi fotografici

Morì a 15 anni con l’auto nella voragine. In aula parlano soccorritori e inquirenti

di Davide Soattin | 2 min

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Nuova udienza ieri (23 gennaio) del processo per la tragica fine del 15enne Marco Lelli Ricci, giovane promessa del basket di Granarolo, in provincia di Bologna, morto nella serata del 3 aprile 2022, mentre percorreva in auto – insieme ai propri genitori – via Nuova, tra Renazzo e Pilastrello, nel territorio comunale di Cento. Cinque le persone a processo con l’accusa di omicidio stradale: il padre della vittima, due funzionari della Provincia di Ferrara, due responsabili dell’azienda che stava operando nel cantiere.

Il tragico incidente infatti, avvenuto intorno alle 21, vide l’automobile della famiglia Lelli Ricci finire dentro a una voragine che era stata realizzata durante le operazioni di scavo di un cantiere stradale.

Davanti alla giudice Rosalba Cornacchia del tribunale di Ferrara e al pm Ciro Alberto Savino sono stati sentiti un vigile del fuoco intervenuto quella sera e Roberto Fornasini, ispettore dell’Uopsal di Ausl Ferrara – oggi in pensione – a cui spettarono i sopralluoghi – tre in tutto, il 4, il 5 e il 13 aprile 2022 – e i rilievi fotografici della zona in cui avvenne il tragico sinistro stradale, utili ai fini dell’indagine.

Per tutti gli imputati finiti a processo, lo ricordiamo, l’accusa è di omicidio stradale in concorso, seppur con sfaccettature diverse a seconda delle contestazioni che vengono loro avanzate dalla Procura.

Per esempio, al padre che era al volante dell’automobile (difeso dall’avvocato Vittorio Galassetti) viene contestata la velocità di marcia, dal momento che – stando alla consulenza cinematica effettuata – stava percorrendo quel tratto di strada con una velocità pari a 80 km/h, superiore il limite stabilito dei 50 km/h lungo quello via. Ai due funzionari della Provincia (avvocati Massimo Bissi e Luca Esposito) invece, proprietaria della strada ed ente appaltante, e ai due responsabili dell’azienda (avvocato Riccardo Caniato) che stava operando nel cantiere, viene contestata l’inosservanza delle norme relative alla sicurezza sul lavoro e la segnalazione del cantiere.

Durante l’udienza preliminare era stato accordato invece il patteggiamento a 1 anno e 8 mesi di condanna – con sospensione della patente di guida per due anni – la ragazza (avvocato Riccardo Ziosi) che era transitata nello stesso tratto di strada poche ore prima dell’incidente, finendo per urtare le transenne che erano state messe a protezione dello scavo, perdendo la targa del veicolo con cui poi i carabinieri, durante i successivi accertamenti effettuati, erano riusciti a risalire alla sua persona, individuandola. A lei la Procura di Ferrara contestava il mancato ripristino della recinzione che era stata precedentemente divelta.

Il processo tornerà in aula il 9 marzo per l’ascolto di altri testimoni dell’accusa.

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