Eventi e cultura
23 Gennaio 2026
Focus sulle contraddizioni della Grande Guerra. Appuntamento organizzato per martedì 27 gennaio alle 17 nella sala Ex Refettorio di via Boccaleone con la Civica Anselmo

Rete Pace Ferrara, un incontro sui militari italiani giustiziati per “codardia”

di Redazione | 2 min

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La Rete Pace Ferrara, in collaborazione con il Gruppo Consiliare Civica Anselmo, organizza l’incontro pubblico “Le contraddizioni della Grande Guerra tra retorica e tragedia: per la riabilitazione storica dei militari italiani giustiziati per codardia”, che si terrà martedì 27 gennaio alle ore 17, nella sala Ex Refettorio, in via Boccaleone 19 a Ferrara. All’iniziativa interverrà Franco Corleone, già sottosegretario alla Giustizia, europarlamentare, deputato e senatore della Repubblica, oggi presidente onorario della Società della Ragione.

“È in corso da tempo il tentativo di restituire l’onore ai mille e più militari italiani uccisi dai plotoni di esecuzione durante la Grande Guerra. Si tratta di soldati giustiziati, molti dei quali senza processo, per essersi rifiutati di partecipare ad azioni suicide o comunque per essersi sottratti a quella che Papa Benedetto XV definì un’inutile strage. Di questo parleremo nel nostro incontro pubblico, per mettere in luce le profonde contraddizioni tra la retorica bellica e la tragedia umana vissuta da migliaia di soldati. Ne discuteremo con Franco Corleone, che da anni è impegnato sul terreno dei diritti, della giustizia e della memoria” spiegano gli organizzatori.

Che aggiungono: “Il Parlamento, fino ad oggi, nonostante numerosi tentativi, non ha prodotto alcun atto concreto di riabilitazione. Tuttavia, grazie a una legge approvata nel 2021 dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, sono stati compiuti i primi passi nella direzione auspicata”.

Tra i fucilati vi è anche un giovane ferrarese, Giuseppe Bui, nato a Migliarino nel 1891, contadino analfabeta, condannato a morte per “diserzione in presenza del nemico” il 28 novembre 1915 e giustiziato mediante fucilazione alla schiena.

“A lui, e a tutti quelli come lui, dedichiamo il nostro impegno perché venga loro restituito l’onore attraverso quella riabilitazione storica dovuta da una Repubblica che nel 2007 ha abolito la pena di morte dalla propria Costituzione, anche nei casi precedentemente previsti dalle leggi militari» chiudono gli organizzatori.

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