Proseguono le indagini a tutto campo della Procura di Ferrara dopo l’incendio alla Torre B del Grattacielo di via Felisatti, avvenuto nella notte tra sabato 10 e domenica 11 gennaio. Il rogo ha nuovamente scoperchiato una serie di irregolarità e situazioni di pericolo presenti in tutte e tre le torri dell’edificio, ora dichiarate inagibili. Criticità e difformità, soprattutto rispetto alle norme antincendio, che erano già state ampiamente precedentemente segnalate nei rapporti dei vigili del fuoco nel 2017 e poi nel 2024.
Le segnalazioni confluiranno ora nell’inchiesta del pm Stefano Longhi, aperta per incendio colposo contro ignoti, per accertare quali interventi siano stati eseguiti dopo le prescrizioni impartite e con quali modalità, e quali invece no, al fine di indagare eventuali profili di responsabilità.
È la seconda volta che il Grattacielo finisce sotto la lente degli inquirenti. L’ultima risale al 2020, quando il pm Ciro Alberto Savino aprì un’indagine per violazione della normativa antincendio per edifici di altezza superiore ai cinquanta metri e violazione delle norme antinfortunistiche.
Le indagini, a carico di 21 persone (residenti e proprietari), furono archiviate, dal momento che la messa a norma degli ambienti comuni e di quasi tutti quelli privati era di fatto avvenuta. Facevano eccezione alcuni casi di persone ormai irreperibili, titolari di appartamenti disabitati.
Quei faldoni confluiranno ora come informativa nel fascicolo aperto dopo l’incendio delle scorse settimane.
Alla Procura di Ferrara spetta ora un lavoro complesso. Prossimamente verrà infatti conferita una consulenza tecnica per accertare le cause dell’incendio, che andrà ad affiancare quella già eseguita dai tecnici del Nucleo Investigativo Antincendio dei vigili del fuoco di Bologna.
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