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27 Gennaio 2026

Dormire meglio: perché il pigiama uomo conta più di quanto pensi

di Redazione | 4 min

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Quando si parla di qualità del sonno, di solito si tirano in ballo luce blu, caffè, temperatura della stanza, rumori. Tutto vero. Ma c’è un elemento che spesso passa in secondo piano, anche se ti resta addosso per 7-8 ore: il pigiama.

Il punto non è “mettere qualcosa” prima di andare a letto, ma scegliere un capo che lavori insieme al corpo mentre dormi: aiuti la termoregolazione, non crei punti di pressione, non irriti la pelle, non ti costringa a sistemarti ogni volta che ti giri. E sì, anche questo fa la differenza tra una notte continua e una notte a micro-risvegli.

Di fondamentale importanza affidarsi a fornitori affidabili e standard alti. Un esempio è sicuramente NoiDìNotte che ha un listing interessante da visitare a questo link: www.noidinotte.com . L’offerta unisce la qualità dei tessuti allo stile.

Vediamo ora quali sono le indicazioni che ci hanno dato in merito alle cose da attenzionare nella scelta del pigiama.

Il pigiama come “strumento” di comfort notturno

Durante il sonno il corpo alterna fasi diverse e cambia anche la percezione di caldo e freddo. Se il pigiama non è adatto, rischi di svegliarti per motivi minuscoli ma ripetuti: una cucitura che gratta, un elastico che stringe, un tessuto che non traspira.

In pratica, un buon pigiama uomo dovrebbe:

  • regolare la temperatura senza farti sudare o raffreddare
  • lasciare libertà di movimento (soprattutto su spalle, fianchi e ginocchia)
  • ridurre attrito e fastidi (etichette, cuciture, vestibilità)
  • adattarsi alla stagione e al tuo “profilo termico” (se sei uno che ha sempre caldo o sempre freddo)

Tessuti: la scelta più importante (più del modello)

Il tessuto è la prima cosa da guardare, perché è ciò che sta a contatto con la pelle per ore.

Cotone

È il grande classico per un motivo: traspira, è confortevole e spesso adatto anche a pelli sensibili. Funziona bene in molte situazioni, soprattutto se cerchi un pigiama “tuttofare”.

Interlock, jersey, flanella: cosa cambia?

  • Jersey: più morbido e “elastico” nella sensazione, ottimo se ti muovi molto.
  • Interlock: spesso più corposo del jersey, tende a dare una sensazione più avvolgente.
  • Flanella: ideale per l’inverno o per chi soffre il freddo, perché trattiene calore.

Viscosa e miste

Possono essere molto piacevoli al tatto, con caduta morbida. Qui conta la qualità del filato e la traspirabilità complessiva.

Regola semplice: se di notte sudi, evita tutto ciò che “sigilla” la pelle. Se invece ti svegli con freddo alle gambe o alle braccia, punta su tessuti più caldi e strutturati.

Vestibilità: comodo non significa “oversize a caso”

Il comfort non è larghezza indiscriminata. Un pigiama troppo grande può creare pieghe, attorcigliarsi e darti fastidio quanto uno troppo stretto.

Cerca:

  • spalle che seguono la linea naturale, senza tirare
  • maniche e pantaloni che non “risalgono” troppo mentre dormi
  • girovita stabile ma non compressivo
  • cavallo e cosce comodi, soprattutto se dormi su un fianco

E occhio alle etichette: se puoi, scegli modelli con etichettatura discreta o soluzioni pensate per ridurre irritazioni.

Stagioni e abitudini: il pigiama giusto cambia con il calendario (e con te)

In estate

Meglio completi leggeri e traspiranti, spesso con manica corta e pantaloncino. Se hai l’aria condizionata, valuta un set leggero ma con pantalone lungo, per evitare quel “freddo a tratti” che ti sveglia.

In inverno

Qui vincono manica lunga e pantalone lungo, con tessuti più caldi. Se la casa è fredda, un pigiama più “strutturato” ti aiuta a mantenere comfort costante.

Mezze stagioni

Sono le più traditrici: vai a letto con fresco e ti svegli con caldo (o viceversa). In questi casi funziona bene un pigiama modulabile: pantalone lungo con maglia più leggera, oppure maglia a manica lunga in tessuto non troppo pesante.

Modello: classico, serafino, aperto davanti… non è solo stile

  • Girocollo: essenziale, pulito, spesso comodo per chi non vuole “dettagli”.
  • Serafino: pratico se ti dà fastidio il collo troppo chiuso o se vuoi più libertà.
  • Aperto davanti: utile per chi cerca vestibilità facile e meno costrizioni, o per chi ama una sensazione più “da casa”.

E poi c’è la questione “uso reale”: molti pigiami uomo diventano anche homewear. Se la mattina fai colazione o lavori un’oretta da casa prima di cambiarti, conviene scegliere qualcosa che stia bene anche fuori dal letto, senza perdere comfort.

Una checklist veloce per scegliere bene (senza impazzire)

Prima di comprare, chiediti:

  1. Di notte ho più spesso caldo o freddo?
  2. Mi muovo tanto nel sonno?
  3. Ho pelle sensibile o mi danno fastidio cuciture o etichette?
  4. Voglio un pigiama solo da letto o anche da casa?
  5. In casa mia la temperatura è stabile o “ballerina”?

Cura e durata: un pigiama comodo deve restarlo

Un ultimo dettaglio pratico: un pigiama che “si rovina” dopo pochi lavaggi diventa meno confortevole, anche se era perfetto all’inizio. Segui le indicazioni in etichetta, evita temperature inutilmente alte e, se possibile, asciugature troppo aggressive. Il comfort è anche una questione di costanza nel tempo.

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