La riqualificazione dell’area ex-Amga compie un passo in avanti. La terza commissione ha approvato ieri (22 gennaio) lo schema di contratto di Rigenerazione Urbana con la Regione Emilia Romagna per la realizzazione del progetto Va.R.Co, presentato lo scorso 19 giugno dal vicesindaco Alessandro Balboni.
Il progetto, del valore di 2,5 milioni di euro, prevede la realizzazione di un passaggio ciclo-pedonale attrezzato a verde che collegherà via Bologna con il sottomura e sarà cofinanziato dalla Regione per una somma pari a 1 milione e 250 mila euro grazie alla vittoria di un bando di rigenerazione urbana.
L’intervento, che ha richiesto una prima operazione di bonifica – attualmente in corso – a causa della presenza di porzioni di terreno contaminate, è stato illustrato dall’architetto incaricato del progetto, Davide Felloni, come “un momento di passaggio da un uso artigianale e produttivo, con tutte le problematiche che ne sono derivate, a questa fase di transizione e di rimedio”, guardando all’esempio “dei giardini estensi, che costituivano momenti di contemplazione e transizione”.
L’area da riqualificare, come ha spiegato l’architetto, sarà suddivisa in tre comparti: una porzione centrale che verrà depavimentata e sostituita con un giardino a zone circolari, in cui verranno realizzati percorsi pedonali e ciclabili separati, circondati da prati erbosi, cespugli e alberature; una parte inferiore destinata alla realizzazione di un parcheggio per soli residenti, con la presenza di una pensilina con pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica; infine, una parte prossima alle mura che, tramite un sistema di rampe, porti i fruitori dal livello stradale più alto di via Bologna a quello più basso del sottomura.
“Gli elementi chiave sono la presenza dello spazio a ridosso di via Bologna, che sarà bagnato da fontane e nebulizzatori, e un nuovo fronte alberato che va a delineare nuova qualità per la porta di Ferrara in accordo con la riqualificazione di piazza Travaglio” ha dichiarato Felloni, sottolineando inoltre l’importanza della mitigazione climatica che costituirà la realizzazione del progetto: “Abbiamo studiato la percezione termo-igrometrica degli spazi più caldi, spazi potenzialmente da mitigare con fontane e nebulizzatori e con la presenza di depressioni per avere un tasso di umidità che permetta un transito anche nei periodi più caldi con benessere psicofisico”.
Il plauso per il progetto è giunto dall’unanimità del Consiglio: “Il progetto rappresenta un esempio concreto di coraggio amministrativo – ha dichiarato la consigliera Iolanda Madeo (Fdi) -, ci dà l’idea che quando c’è coraggio le cose si progettano bene”.
“Super” è l’aggettivo con cui il consigliere Andrea Ferrari (Fdi) ha definito il progetto: “Siamo impazienti di vederlo trasformato in realtà: si può avere qualche informazione rispetto alla consegna di questa parte importante di riqualificazione?”
Per rispondere alla domanda del consigliere Ferrari, il responsabile dell’unità operativa beni monumentali Paolo Rebecchi ha elencato le scadenze da rispettare: il 6 febbraio sarà la data entro la quale il Comune dovrà sottoscrivere il contratto di rigenerazione urbana con la Regione per ricevere i finanziamenti, mentre al 30 settembre è destinato l’inizio dei lavori, previo il completamento del processo di bonifica dei terreni.
“Noi siamo al punto di approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, a cui seguirà la progettazione esecutiva che durerà circa 2-3 mesi – ha dichiarato Rebecchi -. Successivamente verrà bandita la gara d’appalto, che pensiamo durerà un paio di mesi quindi riusciremo a rispettare la data di inizio lavori”.
“Pensiamo – ha aggiunto Rebecchi – che i tempi di esecuzione lavori siano di circa 1 anno e mezzo, quindi pensiamo che la conclusione di questo intervento possa avvenire per l’inizio del 2028”.
Alle domande di alcuni consiglieri come Davide Nanni (Pd) e Francesco Levato (Fi) sull’ipotesi, inserita nel progetto, di realizzare un parcheggio multipiano nell’area riqualificata, ha risposto il vicesindaco Balboni: “L’eventuale multipiano è un ragionamento ipotetico. Siamo nella condizione di poter fare ragionamenti con la soprintendenza e capire se si possano trovare spazi idonei a questa destinazione. Attualmente è solamente un esercizio teorico”.
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