Spal
22 Gennaio 2026
Tra campo, panchina e gestione del club, la curva mette tutti davanti alle proprie responsabilità e pretende un cambio di rotta immediato

Ovest durissima: “Pazienza finita. Questa società deve rispondere subito”

di Redazione | 3 min

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La Curva Ovest alza la voce e lo fa con un comunicato durissimo, senza sconti per nessuno. Dopo l’ennesima prestazione deludente della squadra (0-0 con il Fratta Terme), il tifo organizzato spallino dichiara ufficialmente finita ogni forma di tolleranza nei confronti di società e area tecnica. Il messaggio è chiaro: il tempo è scaduto. Nel testo diffuso all’indomani dell’ultima partita, la Curva ricorda il contesto in cui la nuova proprietà è arrivata: anni di umiliazioni sportive, un fallimento che ha lasciato ferite profonde in città, aziende in crisi e lavoratori senza occupazione. Un peso che, secondo i tifosi, non può essere ignorato. “Questa nuova società sapeva benissimo dove stava arrivando”, si legge, così come squadra e allenatore sapevano “dove stanno giocando”.

Il primo fronte aperto è quello sportivo. In una categoria come l’Eccellenza, giudicata non all’altezza della storia della Spal, il silenzio non è più accettabile. La Curva ricorda gli incontri avuti con la società a inizio stagione e le rassicurazioni arrivate a metà campionato su un girone di ritorno diverso. Promesse che, a oggi, non sembrano essere state mantenute. Da qui l’aut aut: o la rosa non è competitiva — e allora bisogna intervenire subito sul mercato per costruire una squadra in grado di “divorarsi” la categoria — oppure la squadra è valida ma non viene fatta rendere. In questo secondo caso, per la Curva, la responsabilità è tecnica e la soluzione è una sola: l’esonero immediato dell’allenatore. Nessuna attesa, nessun rinvio. Servono esperienza, competenze, carisma e la capacità di reggere un contesto in cui ogni avversario affronta la Spal dando il massimo.

Il secondo tema, altrettanto centrale, è l’assenza della società. Una latitanza definita inaccettabile. I nomi citati sono quelli di Molinari, visto solo alla presentazione in Municipio, di Marengo, indicato come riferimento sul territorio e poi scomparso, e di Triulzi, figura chiave ma mai comparsa pubblicamente perché fuori dall’organigramma ufficiale. “Dove c***o è questa società?”, è la domanda che viene ripetuta più volte. Nel mirino finiscono anche il silenzio totale su un avvio di stagione fallimentare e la mancata difesa dei tifosi di fronte alle restrizioni imposte dalle questure emiliano-romagnole. L’ultimo episodio citato — i 60 biglietti nominali da ritirare in settimana per una trasferta in Eccellenza, in un “cortile ghiaiato” — viene indicato come l’ennesima umiliazione. Su tutto questo, secondo la Curva, dalla società non è arrivata “mai una c***oo di parola”.

Il comunicato si chiude come un vero e proprio ultimatum. Niente più proclami: servono fatti immediati, nelle prossime ore. Serve comunicazione, rispetto per la tifoseria, per la città e per la storia della Spal. In caso contrario, l’invito è esplicito: “potete fare i bagagli e tornarvene da dove siete venuti”. Un ultimo passaggio è dedicato all’Amministrazione Comunale, chiamata in causa direttamente. Il riferimento al precedente Tacopina è chiaro e il monito altrettanto esplicito: non ripetere gli stessi errori, non restare in silenzio finché sarà troppo tardi.

Il clima attorno alla Spal, se mai ce ne fosse stato bisogno, è ormai incandescente. Ora la palla passa alla società, chiamata a rispondere con atti concreti.

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