Formazione per Assistenti Familiari, a Cento e Bondeno corsi gratuiti per i caregiver
Partirà il 26 gennaio a 𝗕𝗼𝗻𝗱𝗲𝗻𝗼 e il 29 gennaio a 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗼, il 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗔𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗙𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶
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L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara rinnova il proprio impegno nell’accoglienza degli studenti provenienti dalle più importanti università estere
Continua, a Cento, il ciclo di incontri informativi gratuiti “Il medico risponde”, promosso dal Comune di Cento e dall’Azienda Usl di Ferrara
Le Aziende Sanitarie ferraresi hanno definito e approvato un nuovo percorso di prevenzione dell’ambliopia pediatrica
Il cosiddetto Blue Monday, indicato da alcuni come il “giorno più triste dell’anno”, cade solitamente nel mese di gennaio. Sebbene questa definizione non abbia solide basi scientifiche, il tema che porta con sé rimane attuale: il benessere psicologico e l’importanza di riconoscere i segnali di disagio emotivo
Intervista alla dottoressa Laura Mazzotta medico estetico specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Nutrizione clinica e Direttore Sanitario del Poliambulatorio Aesthe Medica di Ferrara.
Perché oggi si parla sempre di più di rimozione dei tatuaggi?
Si parla sempre di più di rimozione dei tatuaggi perché è cambiato profondamente il modo in cui le persone vivono il proprio corpo e la propria immagine nel tempo. Il tatuaggio, soprattutto negli ultimi vent’anni, è stato spesso vissuto come un gesto immediato, emotivo, talvolta impulsivo, legato a una fase della vita, a una relazione o a un momento personale specifico. Oggi molte persone si ritrovano, a distanza di anni, a non riconoscersi più in quel segno permanente sulla pelle.
Accanto a questo aspetto personale, esiste una crescente consapevolezza sanitaria. Sempre più studi hanno evidenziato che i pigmenti dei tatuaggi non sono sostanze completamente inerti e che interagiscono con il sistema immunitario. Questo ha portato molte persone a interrogarsi non solo sull’estetica del tatuaggio, ma anche sul suo impatto nel lungo periodo sulla salute della pelle.
Un ulteriore fattore è l’evoluzione tecnologica. In passato, la rimozione dei tatuaggi era associata a trattamenti aggressivi, dolorosi e spesso insoddisfacenti. Oggi, grazie a tecnologie avanzate ed innovative, è possibile affrontare la rimozione in modo molto più sicuro e controllato. Questo ha reso la richiesta più diffusa, perché le persone sanno di potersi affidare a un percorso medico serio, senza compromettere la qualità della pelle.
È cambiato il profilo dei pazienti che si rivolgono a voi?
Sì, il profilo dei pazienti è cambiato in modo significativo. Se in passato la richiesta di rimozione del tatuaggio proveniva soprattutto da giovani adulti, oggi vediamo persone di tutte le età, con motivazioni molto diverse tra loro. Ci sono professionisti che desiderano un’immagine più neutra per motivi lavorativi, genitori che sentono il bisogno di una nuova fase personale, donne e uomini che vogliono riallineare la propria immagine esterna con ciò che sentono di essere oggi.
Che cos’è il laser PicoWay e in cosa si differenzia dai laser tradizionali utilizzati per la rimozione dei tatuaggi?
Negli ultimi anni la tecnologia laser applicata alla rimozione dei tatuaggi ha compiuto un salto qualitativo significativo. Il laser PicoWay è un laser a impulsi ultracorti che utilizza una tecnologia a picosecondi, una unità di tempo estremamente breve. I laser tradizionali, utilizzati per anni nella rimozione dei tatuaggi, lavorano invece in nanosecondi, ovvero con impulsi mille volte più lunghi. Questa differenza temporale ha un impatto clinico molto rilevante.
I laser tradizionali agiscono principalmente attraverso un effetto termico: riscaldano il pigmento, che si frammenta ma trasferisce parte del calore ai tessuti circostanti. Questo può comportare un maggiore rischio di ustioni, infiammazione prolungata, cicatrici o discromie. PicoWay, al contrario, sfrutta in prevalenza un effetto fotoacustico: l’energia viene rilasciata così rapidamente da “frantumare” il pigmento senza surriscaldare la pelle.
Dal punto di vista del paziente, questo significa trattamenti più precisi, una migliore tollerabilità e un recupero cutaneo più rapido. Dal punto di vista medico, significa poter lavorare in modo più controllato, personalizzando il trattamento in base al tipo di tatuaggio, al fototipo e alle caratteristiche della pelle. È proprio questa combinazione di efficacia e sicurezza che rende PicoWay profondamente diverso dalle tecnologie più datate.
Negli ultimi anni alcuni studi hanno evidenziato potenziali rischi legati ai pigmenti dei tatuaggi. Ci può spiegare di cosa si tratta?
Le evidenze scientifiche più recenti hanno dimostrato che alcuni pigmenti utilizzati negli inchiostri per tatuaggi contengono sostanze chimiche complesse. Una volta introdotti nella pelle, questi pigmenti non rimangono necessariamente confinati nel sito del tatuaggio. Studi istologici hanno evidenziato la presenza di particelle di pigmento nei linfonodi regionali, segno che il sistema immunitario tenta nel tempo di “gestire” questo materiale estraneo. Nella maggior parte dei casi questo avviene senza conseguenze cliniche rilevanti, ma in alcuni soggetti predisposti possono manifestarsi reazioni infiammatorie croniche, granulomi o reazioni allergiche tardive.
È importante sottolineare che la ricerca è ancora in evoluzione e che non tutti i pigmenti comportano lo stesso livello di rischio. Tuttavia, queste evidenze hanno portato a una maggiore regolamentazione degli inchiostri e a una crescente attenzione medica verso la storia e la composizione dei tatuaggi dei pazienti.
È vero che alcuni colori, come il rosso, possono contenere sostanze più problematiche dal punto di vista tossicologico o allergologico?
Sì, il colore rosso è storicamente uno dei pigmenti più frequentemente associati a reazioni avverse cutanee. Dal punto di vista clinico, è noto che i tatuaggi rossi presentano una maggiore incidenza di dermatiti allergiche, prurito persistente, gonfiore localizzato e, in alcuni casi, reazioni granulomatose.
Questo non significa che tutti i pigmenti rossi siano pericolosi, ma che la loro composizione chimica è spesso più complessa. In passato, alcuni inchiostri rossi contenevano composti a base di mercurio o cadmio; oggi queste sostanze sono fortemente regolamentate, ma restano in uso pigmenti organici che possono comunque scatenare reazioni immunologiche in soggetti sensibili.
Cosa succede a questi pigmenti quando vengono frammentati dal laser durante la rimozione?
Durante la rimozione laser, il pigmento viene colpito dall’energia laser e frammentato in particelle molto più piccole. Questo processo è essenziale per permettere al sistema immunitario di eliminare progressivamente il materiale attraverso i macrofagi e il sistema linfatico. Tuttavia, la frammentazione dei pigmenti rappresenta anche un momento delicato dal punto di vista biologico.
Alcuni studi suggeriscono che la rottura delle molecole di pigmento possa liberare sottoprodotti chimici che, almeno teoricamente, potrebbero avere un potenziale irritativo o tossicologico. È proprio per questo che l’uso di tecnologie controllate e di impulsi ultracorti, come quelli di PicoWay, è considerato un vantaggio: la frammentazione è più precisa e meno caotica, riducendo la dispersione termica e l’infiammazione.
Dal punto di vista clinico, ciò si traduce in una migliore tollerabilità del trattamento e in una risposta cutanea più prevedibile. Anche in questo caso, la gradualità del percorso e il rispetto dei tempi biologici della pelle sono fondamentali per minimizzare i rischi.
Che ruolo ha la corretta informazione del paziente nel successo del trattamento?
La corretta informazione del paziente è uno degli elementi chiave per il successo del trattamento di rimozione del tatuaggio. Un paziente informato comprende la logica del percorso, rispetta i tempi tra le sedute e segue con maggiore attenzione le indicazioni pre e post-trattamento. Questo riduce il rischio di complicanze e migliora la qualità del risultato finale.
Dal punto di vista medico, l’informazione è parte integrante della terapia. Spiegare cosa aspettarsi, quali sensazioni sono normali dopo il trattamento e quali segnali invece richiedono attenzione permette al paziente di vivere il percorso con maggiore serenità e fiducia.
Inoltre, una comunicazione chiara rafforza l’alleanza terapeutica tra medico e paziente. Quando il paziente si sente ascoltato e compreso, è più propenso a collaborare attivamente e a percepire il trattamento come un percorso di cura, non come un semplice servizio estetico. In questo senso, la tecnologia PicoWay diventa uno strumento potente solo se inserito in un contesto di relazione medica basata su competenza, trasparenza e realismo.
AESTHEMEDICA ha scelto di investire nella tecnologia PicoWay, laser a picosecondi, una delle piattaforme laser più avanzate oggi disponibili, proprio per rispondere in modo scientificamente corretto a una domanda crescente. Non si tratta solo di “cancellare” un tatuaggio, ma di farlo con un approccio medico, basato su valutazione clinica, prevenzione delle complicanze e gestione realistica delle aspettative del paziente.
Articolo in collaborazione con Aesthe Medica
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