Soddisfazione e un sospiro di sollievo anche se momentaneo per gli agricoltori di Cia-Agricoltori Italiani dopo il voto di ieri al Parlamento Europeo. L’assemblea plenaria riunita a Strasburgo ha approvato, infatti, anche se con uno scarto di soli 10 voti l’invio dell’accordo alla Corte di giustizia dell’Unione europea per valutarne la compatibilità con i Trattati dell’Ue. Una decisione che permette di guadagnare tempo e rinviare il voto di ratifica dell’Europarlamento.
“Il Parlamento Europeo ha finalmente ascoltato la voce degli agricoltori europei e la nostra manifestazione di ieri a Strasburgo è stata determinante e andrà avanti, nelle forme più opportune, affinché la sospensione della ratifica rappresenti, adesso, un tempo utile per far rispettare le nostre condizioni in questo, come in tutti i futuri negoziati commerciali”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, rispetto sull’invio dell’accordo direttamente alla Corte di giustizia Ue.
Soddisfazione anche a livello locale, con il presidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, Stefano Caldeorni che ha ribadito: “Qualcuno ha detto e scritto che quella di ieri a Strasburgo era una protesta inutile, che i giochi erano già fatti e non sarebbe stato un corteo di trattori a far cambiare idea al Parlamento Europeo. Io credo, invece, che protestare per i propri diritti, per la salvaguardia del lavoro e della saluta di milioni di cittadini rimanga un caposaldo imprescindibile della nostra democrazia e non sia mai inutile. La nostra pressione comunque continuerà, adesso c’è uno spazio importante per far valere le ragioni del settore agricolo che, ribadisco, sono la garanzia di reciprocità sugli standard sanitari e ambientali, che devono essere i medesimi imposti ai produttori e agli allevatori europei. Servono, dunque, clausole di salvaguardia chiare e automatiche perché è evidente che un accordo internazionale di questa portata può esserci solo a parità di regole e condizioni per assicurare cibo sano e di qualità ai nostri cittadini e la tenuta economica delle nostre aziende e dei nostri territori agricoli”.
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