Attualità
22 Gennaio 2026
Solo sei operatori hanno accettato il trasferimento. Il sindacato rimane compatto per restare nel centro storico

Mercato del lunedì. Anva: “No all’Acquedotto, ma aperti al confronto”

di Elena Coatti | 3 min

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Il mercato del lunedì “è un pezzo importantissimo della città”, un appuntamento che da decenni richiama migliaia di persone anche dalla provincia e che, oltre agli acquisti tra i banchi, genera un indotto per l’intero tessuto commerciale del centro. Proprio per questo Anva, l’Associazione nazionale venditori ambulanti di Confesercenti, ribadisce la propria contrarietà al trasferimento nell’area dell’Acquedotto e rilancia: “La soluzione potrebbe essere dietro l’angolo, ma va costruita insieme. Noi restiamo disponibili a parlarne con l’amministrazione comunale”.

Il punto è stato al centro dell’incontro con Giovanni Finotelli (presidente provinciale Anva), Pier Carlo Baglioni (vicepresidente commerciale Anva) e Luca Callegarini (coordinatore provinciale Anva). All’assegnazione dei posteggi del 19 gennaio, dove sono stati convocati tutti gli ambulanti, hanno aderito solo in sei (sette posteggi complessivi, per via di un operatore con posteggio doppio), a fronte di circa 120 operatori. “La categoria è unita e compatta – sottolinea Finotelli -: se abbiamo detto no a quella collocazione un motivo c’è”.

Anva respinge infatti l’idea che la ‘protesta’ sia nata “all’ultimo minuto”: “Non è che ci siamo svegliati lunedì mattina con la voglia di ‘rompere le scatole’ – rimarca Baglioni -. Chiunque abbia un minimo di competenze di commercio capisce che l’area non si presta”.

Tra le criticità elencate c’è innanzitutto la distanza e l’isolamento dal centro: l’Acquedotto è indicato come “a circa un chilometro e mezzo” dal cuore commerciale e il timore è di spezzare il legame con le vie dello shopping. “Per molti può sembrare poco, per il commercio può essere vitale – insiste Callegarini – perché si scollega completamente dal tessuto commerciale della città e viene meno il valore aggiunto del mercato.

Poi Anva ricorda i precedenti tentativi di iniziative nell’area (eventi, street food, mercatini tematici) che “dopo uno o due anni” si sarebbero ridimensionati o interrotti. Un segnale, per il sindacato, della scarsa tenuta economica del contesto.

Non da meno i problemi tecnici e logistici, dagli spazi alla viabilità. Nel mirino finiscono le planimetrie e la loro applicabilità reale, “metro alla mano”, tra arredi urbani, lampioni, segnaletica. Viene contestata anche la logica di collocare posteggi rettangolari (misure tipo 8×5 metri) lungo un tracciato circolare, con il rischio di sovrapposizioni e incompatibilità tra tende e ingombri.

Inoltre, Anva denuncia l’ipotesi di strade chiuse e altre dove “il traffico passerebbe in mezzo ai banchi”, giudicata “aberrante” sul piano della sicurezza e della funzionalità.

Nell’incontro, i rappresentanti Anva hanno insistito sul valore identitario del mercato del lunedì, ricordando che le prime tracce risalirebbero alla fine dell’Ottocento (1898 per la precisione) e citando licenze storiche come quella del 1927. Elemento che, per il sindacato, si collega anche al riconoscimento di “mercato storico” ottenuto negli ultimi anni dall’Amministrazione Fabbri: “Se sparisce o si indebolisce, è una contraddizione con quanto la città stessa ha riconosciuto”.

Il trasloco all’Acquedotto è dunque previsto per lunedì 9 febbraio: “Il 2 febbraio rischia di essere l’ultima data del mercato per come l’abbiamo conosciuto fino ad ora”, affermano i rappresentanti sindacali, avvertendo che senza una soluzione condivisa potrebbero aprirsi settimane di forte incertezza.

Pur con toni duri sulle modalità – a partire dalla “Pec minacciosa che sembrava voler dividere gli operatori” – Anva chiude lasciando esplicitamente aperta la porta: “Non abbiamo nemici in Comune – rimarcano -. Noi lavoriamo sul suolo pubblico e dobbiamo andare d’accordo con chi amministra. Ma dobbiamo tutelare imprese e lavoratori: su circa 120 operatori ci lavorano 250 persone”.

La soluzione per Anva? Restare nel centro storico oppure trasferirsi nel parcheggio ex Kennedy, di quest’ultimo è stata presentata all’amministrazione anche una piantina precisa che lascerebbe a disposizione numerosi posti auto. No all’Acquedotto per ragioni commerciali, ma sì al confronto per trovare un’alternativa che non svuoti il centro e non indebolisca un appuntamento considerato “una magia” della città, capace di trasformare la piazza in poche ore e di richiamare pubblico ben oltre i confini comunali.

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