“I cittadini vanno ascoltati e la realtà non può essere piegata all’ideologia come troppo spesso pretende di fare il Pd quando amministra una città”. Il vicesindaco di Ferrara Alessandro Balboni si unisce alla schiera di politici di centrodestra soddisfatti per la sentenza del Tar di Bologna che boccia “Città 30” nel capoluogo della nostra Regione. La decisione arriva dopo che anche il sindaco di Roma Gualtieri ha avviato la Zona 30 per cercare di diminuire gli incidenti prendendo spunto da una misura che ha portato ottimi risultati nella Dotta. Uno dei dati più eclatanti diffusi da Comune riguarda l’assenza di vittime tra i pedoni nel 2024, si tratta della prima volto dopo 3 decenni.
Per Balboni quella che “arriva (o speriamo arrivi) al Sindaco Lepore” è una “lezione clamorosa che ci fa essere fieri di essere profondamente diversi”. “Una Ferrara città 30 non si farà mai – aggiunge -, lo abbiamo detto più volte. E sapete perché? Perché non abbiamo bisogno di usare slogan vuoti, ma dimostriamo ogni giorno il nostro impegno con fatti concreti. Su ogni argomento caro ai residenti lavoriamo ascoltando uno per uno i cittadini, guardando alle necessità strada per strada, quartiere per quartiere, senza pretendere di avere in mano la verità o ricette semplici”.
“Il nostro obiettivo – aggiunge – è certamente tutelare gli utenti deboli della strada e metterli al sicuro dai pericoli e certamente tante cose sono ancora da fare. Per questo abbiamo messo grande attenzione nella salvaguardia della mobilità dolce nei progetti di riqualificazione della città che stiamo portando avanti, lavorando sui punti di accesso, sugli attraversamenti sicuri, sui collegamenti protetti tra un punto e un altro delle rigenerazioni urbane. E grande priorità diamo sempre ai temi della accessibilità e dello spazio pubblico inteso come luogo per tutti “For All”, toccando aspetti su cui, a Ferrara, non si era mai lavorato prima”.
Per Balboni “l’idea di rallentare il traffico lasciando il resto immutato che i bolognesi hanno dovuto subire come imposizione è uno slogan vuoto con cui la sinistra, che guida dal dopoguerra la città, voleva tentare un esercizio di potere fine a sé stesso, con provvedimenti presi a scapito della quotidianità dei cittadini, danneggiati nell’organizzazione dei tempi di vita, di lavoro e personali: se quella è Bologna, fiero di essere ferrarese”.
La sentenza del Tar arriva dopo il ricorso di due taxisti che avevano lamentato il calo dei guadagni a causa dei maggiori tempi di percorrenza e la conseguente diminuzione del numero di corse effettuate. Guadagno “per buona parte legato – si legge nella sentenza – alla quota fissa richiesta per ogni corsa che va dai 3,40 euro ai 6,10 euro o addirittura 11,00 euro dall’aeroporto”.
Il Tar, appoggiandosi al Codice della Strada, contesta al Comune di Bologna la possibilità di introdurre il limite in intere zone mentre la regola del limite di 50 km/h è “modificabile in senso più restrittivo solo al ricorrere delle condizioni dettate dalla legge”. Si tratterebbe dunque di provvedimenti troppo generici mentre per abbassare i limiti sarebbero necessarie motivazioni più specifiche.
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