Attualità
22 Gennaio 2026
Il comandante del Nucleo Tpc di Bologna Carmelo Carraffa: "Per noi ogni momento di consegna di un bene culturale è motivo di orgoglio”

Ritrovato dopo 60 anni e restituito al Castello Estense un architrave del Cinquecento

di Redazione | 3 min

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Un elemento architettonico del Cinquecento, appartenente all’appartamento ducale del Castello Estense, è tornato ufficialmente a casa dopo oltre sessant’anni. Si tratta di un architrave rinascimentale, recuperato grazie a un’indagine condotta dal Nucleo Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Bologna, in coordinamento con i Carabinieri di Ferrara e con il supporto della Procura della Repubblica di Ferrara.

“Per noi ogni momento di consegna di un bene culturale è motivo di orgoglio – ha spiegato il comandante del Nucleo Tpc di Bologna Carmelo Carraffa – in quanto questo architrave faceva parte dell’appartamento del duca Alfonso I d’Este. Si trovava in un giardino privato ed era utilizzato come una panca. Se non ci fosse stato lo sfalcio completo di una siepe, probabilmente oggi non saremmo qui”.

L’attività investigativa è partita da una segnalazione e si è sviluppata attraverso lo studio storico e architettonico del manufatto. “Il lavoro comincia sempre con l’analisi delle scritte, delle forme, e con la verifica nei luoghi giusti – ha aggiunto Carraffa – grazie anche al supporto dei tecnici e degli architetti”.

Le incisioni risultavano infatti identiche a quelle presenti nel Castello Estense, dove da anni era collocato un finto architrave, in attesa di ritrovare l’originale.

Determinante è stato il contributo dell’architetto Marco Borella, ex dirigente della Provincia e responsabile del Castello Estense, che ha ripercorso la lunga storia del manufatto.

“È stato un grande piacere partecipare a questa ricerca – ha raccontato – anche perché già quando nel 2002 il prefetto lasciò il Castello e le stanze dell’appartamento ducale divennero accessibili, iniziammo delle ricerche archivistiche. In modo quasi inconsapevole, emersero le prime tracce di questo elemento”.

L’architrave era da oltre sessant’anni nel giardino di un’abitazione privata. “Il proprietario era completamente ignaro del valore del bene che aveva in casa – ha precisato Carraffa – ed è stato ovviamente assolto”. D’intesa con la Procura di Ferrara, si è proceduto quindi alla restituzione ufficiale alla Provincia di Ferrara, legittimo proprietario del bene.

“Le cose non accadono da sole – ha sottolineato il presidente della Provincia Daniele Garuti – ma grazie alla collaborazione. Quando parliamo di sicurezza dobbiamo pensare anche alla partecipazione attiva dei cittadini, che è la vera forza di questo tipo di operazioni”.

Fondamentale, in questo caso, è stata proprio una cittadina, Simonetta Pazzi, guida turistica, che ha effettuato la segnalazione iniziale. “È davvero emozionante vedere tornare un pezzo della nostra storia – ha raccontato – perché durante uno sfalcio ho notato questo architrave, sono andata subito dai carabinieri in corso Giovecca e ho fatto la segnalazione. Sono passati diversi mesi di indagini, ma grazie a persone straordinarie oggi possiamo raccontare questo ritrovo”.

L’architrave sarà ricollocato nel Camerino di alabastro del principe, all’interno dell’appartamento del duca Alfonso I d’Este, restituendo al Castello Estense un frammento autentico della sua storia rinascimentale.

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