Comacchio
21 Gennaio 2026
Appello dei “residenti estivi” dei Lidi riuniti nell’associazione ProSecCa: accessibilità, turismo sostenibile e meno traffico sulla superstrada

I proprietari di seconde case chiedono il ritorno del treno a Comacchio

di Redazione | 3 min

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Comacchio. I proprietari di seconde case dei Lidi comacchiesi, riuniti nell’associazione ProSecCa, rompono il silenzio e dichiarano formalmente il loro interesse al ripristino e al prolungamento della linea ferroviaria da Codigoro a Comacchio. Una richiesta che nasce dall’esperienza diretta di chi vive il territorio non solo d’estate, ma sempre più spesso anche nei mesi autunnali e invernali, e che punta a rafforzare un modello di sviluppo fondato su sostenibilità, accessibilità e destagionalizzazione.

Nel documento, i firmatari si definiscono innanzitutto come i “residenti estivi” dei Lidi, insediamenti sorti lungo i 23 chilometri di costa, oggi frequentati “sempre più spesso anche ‘fuori stagione’, grazie a positive iniziative della Amministrazione per mantenere attrattività anche in Autunno-Inverno”. Una presenza che affonda le radici negli investimenti degli anni Settanta, quando molti decisero di acquistare una seconda casa “attratti da questo straordinario ecosistema terra-acqua ad altissimo livello di biodiversità”, lontano dai modelli turistici di massa della Riviera romagnola.

Un ruolo, quello dei proprietari non residenti, che secondo ProSecCa ha avuto anche un impatto economico decisivo. Con l’introduzione dell’Imu, ricordano, sono stati garantiti circa 37 milioni di euro annui, contribuendo a sostenere un’economia locale basata su turismo, pesca, acquacoltura, valli, anguille e agricoltura sostenibile. Da qui la richiesta di maggiore attenzione a un tema ritenuto cruciale: “Ha particolare rilievo il tema della accessibilità che ci richiama subito al tema trasporti”.

L’attuale quadro della mobilità viene descritto come critico, segnato dalla “comprovata congestione del traffico sulla superstrada”, aggravata dall’insufficienza del trasporto pubblico regionale e interregionale su gomma. In questo contesto, la ferrovia viene indicata come una soluzione strutturale, utile non solo per i passeggeri ma anche “a supporto del trasporto merci”, con l’obiettivo di ridurre lo “stress continuativo della Superstrada”.

La proposta si inserisce inoltre in una visione più ampia che guarda al Delta del Po come possibile Parco nazionale unico e a un futuro di forte sviluppo dell’ecoturismo. Un’ipotesi rafforzata, secondo l’associazione, anche da scelte amministrative come il sostegno all’“Ottavo Lido”, un grande villaggio turistico fronte mare che potrebbe generare “un traffico previsto di ulteriori 5.000 persone, più l’indotto”.

Da qui la necessità di una rete integrata di trasporto intermodale capace di sostenere cicloturismo, turismo culturale e archeologico, enogastronomia e collegamenti giornalieri con le città d’arte vicine. Opportunità, sottolineano i firmatari, realmente praticabili “se presente un collegamento ferroviario”, anche in funzione della destagionalizzazione e dell’aumento della popolazione pensionata.

Nella parte conclusiva, ProSecCa invita a ripensare il servizio ferroviario in base alla reale popolazione servita. Non solo i 23 mila residenti ufficiali, ma una popolazione “equivalente” che, considerando le presenze turistiche, raggiunge in estate “picchi di 150.000-170.000 abitanti” e potrebbe attestarsi stabilmente intorno ai 70 mila. Un criterio che, ricordano, è già stato proposto in altri contesti nazionali per la ripartizione dei finanziamenti.

L’appello finale è diretto e senza ambiguità: “Confidiamo che l’infrastruttura ferroviaria, peraltro pre-esistente, sia ripristinata in tempo reale”. A questo si affianca la richiesta di una Cabina di regia con un Tavolo del turismo che includa anche il turismo residenziale, perché, concludono i proprietari, “ancora accarezziamo il sogno di una Comacchio, perla del Delta”.

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