Salute
20 Gennaio 2026
Definito l'iter diagnostico precoce per i bambini che compiono i 3 anni, con il coinvolgimento di pediatri, ortottisti e oculisti

Nuovo percorso di prevenzione dell’ambliopia pediatrica

di Redazione | 3 min

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Le Aziende Sanitarie ferraresi hanno definito e approvato un nuovo percorso di prevenzione dell’ambliopia pediatrica.

Queste linee di indirizzo migliorano l’iter dedicato alla prevenzione dell’ambliopia, garantendo una presa in carico più capillare dei piccoli pazienti. L’ambliopia è una condizione di ridotta capacità visiva (mono o bilaterale) che rappresenta la causa più frequente di deficit visivo in età pediatrica ed interessa l’1,5-2% della popolazione. Il percorso è dedicato in modo specifico ai bambini di età compresa tra i 3 e i 4 anni, che non siano già seguiti a livello oculistico.

Il percorso consente inoltre di dare risposte di maggior prossimità alle famiglie, coinvolgendo le case di comunità. Gli ambulatori sono infatti situati, capillarmente sul territorio provinciale, nelle seguenti sedi: Sud Est, case della Comunità Comacchio e Portomaggiore; Centro Nord, case della Comunità San Rocco di Ferrara e Copparo; Ovest, Poliambulatorio Villaverde di Cento.

L’accesso al percorso è attivato dal Pediatra di Libera Scelta che prescrive una valutazione ortottica per tutti i bimbi coinvolti.

La prenotazione viene poi effettuata tramite Canali CUP (Farmacia e CUP telefonico), per ora non è disponibile sul Fascicolo Sanitario Elettronico.

I piccoli pazienti sono visitati dall’ortottista, coordinate dalla Dott.ssa Federica Borghi, per la ricerca di eventuali anomalie. In caso di esito positivo alla valutazione ortottica, il paziente viene preso in carico, in base alla complessità clinica, dagli oculisti territoriali, coordinati dalla Dr.ssa Ilaria Gavioli, oppure dall’ambulatorio oculistico pediatrico gestito dalla Dr.ssa Elena Franco, afferente all’equipe diretta dal Prof Marco Mura, dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria.

La definizione del Percorso di Prevenzione dell’Ambliopia Pediatrica è un elemento strategico per la tutela della salute visiva infantile sul territorio, assicurando un iter di diagnosi precoce tempestivo e strutturato, supportato da obiettivi di qualità definiti.

L’ambliopia si verifica a causa di anomale condizioni di stimolazione visiva durante l’“età plastica del bambino”, alterando il corretto sviluppo visivo a livello dei centri cerebrali. L’età plastica si riferisce a un periodo critico dello sviluppo neurologico del bambino, compreso approssimativamente tra la nascita e i 10 anni, in cui il cervello e il sistema visivo sono estremamente malleabili e capaci di adattamento. È in questa fase che il sistema visivo si sviluppa e i trattamenti per problemi come l’occhio pigro (ambliopia) sono più efficaci, perché il cervello può essere riaddestrato a usare l’occhio debole.

L’ambliopia, detta anche “occhio pigro”, è una riduzione della vista in uno dei due occhi che si sviluppa durante l’infanzia. Non è causata da un problema fisico dell’occhio, ma dal fatto che il cervello non impara a utilizzare correttamente le immagini provenienti da quell’occhio, preferendo invece l’altro.

Può derivare da varie cause, come lo strabismo (cioè un disallineamento degli occhi), la differenza di vista tra i due occhi (ad esempio se uno è più miope o più astigmatico dell’altro), oppure da ostacoli alla visione in un occhio, come una cataratta congenita o una palpebra che lo copre parzialmente.

Se non viene riconosciuta e trattata nei primi anni di vita, l’ambliopia può diventare permanente, perché il cervello continua a “ignorare” l’occhio debole anche da adulto. Il trattamento consiste nel correggere la causa (ad esempio con occhiali o intervento chirurgico) e nel stimolare l’occhio pigro attraverso esercizi specifici o con il bendaggio temporaneo dell’occhio sano, così da costringere il cervello a riattivare la visione corretta da entrambi gli occhi. In sintesi, si tratta di un disturbo molto comune nei bambini, ma completamente reversibile se diagnosticato e curato precocemente.

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