Cronaca
21 Gennaio 2026
Rigettate le impugnazioni della difesa (avvocata Alessandra Palma) e dell'ex procuratore capo di Ferrara Andrea Garau che, come per il primo grado di giudizio, avevano chiesto l'archiviazione

Confermata in appello la condanna per il medico copparese che diffamò Ilaria Cucchi

di Redazione | 3 min

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Confermata dalla Corte d’Appello di Bologna la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Ferrara nei confronti del medico copparese Giuseppe Buraschi per diffamazione aggravata nei confronti di Ilaria Cucchi e dei suoi genitori. A questo si aggiunge il rimborso delle spese legali per il giudizio di appello (1200 euro).

Rigettate dunque le impugnazioni della difesa (avvocata Alessandra Palma) e dell’ex procuratore capo di Ferrara Andrea Garau che già in primo grado chiesero l’archiviazione mentre il gip optò per l’imputazione coatta.

Ilaria Cucchi affida alle sue pagine social il pensiero con cui sceglie di commentare la vicenda: “Era un commento su Facebook – scrive – quello con cui, otto anni fa, il dott. Buraschi mi definiva ‘mitomane’. Non solo. Questa è una foto di mio fratello dopo il pestaggio: quando cioè, secondo Buraschi, si apprestava a diventare la ‘gallina dalle uova d’oro’ per me e i miei genitori. Lo ripeto: la vittima di un massacro, una ‘gallina dalle uova d’oro’”.

Cucchi ancora non si capacita di “come una persona abbia potuto immaginare, e poi dire, una cosa del genere”.

“Loro – prosegue -, i miei genitori, di quel dolore si sono ammalati. Di quel dolore sono morti. Poco fa, per quel commento, è stata confermata in secondo grado la condanna. Diffamazione aggravata. Il mio primo pensiero è andato a loro. Nessuno merita di leggere parole del genere. E a mamma Rita e papà Giovanni è capitato non so quante volte. Avrei voluto farli conoscere ai cosiddetti ‘leoni da tastiera’. Sono sicura che almeno una parte di loro si sarebbe ricreduta. Il dott. Buraschi, non lo so. Quello che so, però, è che il tempo alla fine è sempre galantuomo. A differenza sua”.

A portare in tribunale il medico erano state le frasi che il 4 ottobre 2018 aveva affidato a Facebook, scrivendo sulla pagina di Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia “questa è una mitomane pronta a tutto… la morte di suo fratello si è rivelata essere una gallina dalle uova d’oro per lei e per la sua famiglia”.

Espressioni postate a commento di un articolo del Corriere della Sera dal titolo “Ilaria Cucchi e i social: La mia vita sconvolta da minacce continue” e giudicate “ingiuriose e gravemente diffamatorie e del tutto destituite di ogni benché minimo fondamento di verità” secondo Ilaria Cucchi, che non ci pensò due volte per sporgere querela attraverso il suo legale, l’avvocato Fabio Anselmo.

In sede di rito abbreviato, che permette uno sconto di pena, la procura chiese l’assoluzione, mentre il giudice Andrea Migliorelli decise per la condanna per diffamazione aggravata.

La pena prevedeva 1200 euro di multa più il pagamento delle spese processuali per la costituzione di parte civile (4400 euro per Ilaria Cucchi, 2500 euro per i genitori Giovanni Cucchi e Rita Calore, assistiti dall’avvocato Bernardo Gentile. A questo si aggiungeva una provvisionale di 5000 euro in favore di Ilaria Cucchi e di 2500 euro per ciascun genitore. All’imputato erano state concesse la sospensione condizionale della pena e la non menzione del casellario.

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