Politica
21 Gennaio 2026
Il consigliere di FdI: "Il mancato utilizzo delle risorse disponibili rischia di tradursi in una perdita di opportunità per il territorio e per gli operatori del settore"

Pesca e acquacoltura. Gianella: “Accelerare l’attuazione del programma del Fondo europeo”

di Redazione | 3 min

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La Regione dica quali interventi e quali azioni intenda attivare per accelerare l’attuazione del programma Feampa (Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura) e per riuscire a impegnare e utilizzare la totalità delle risorse disponibili, a sostegno del comparto della pesca e dell’acquacoltura regionale. A chiederlo, con un’interrogazione immediata in aula, è il consigliere di Fratelli d’Italia Fausto Gianella.

Le risorse del Fondo, precisa Gianella, “risultano particolarmente strategiche in una fase di grave difficoltà del settore, aggravata negli ultimi anni dalla crisi legata alla proliferazione del granchio blu, che sta mettendo in seria difficoltà numerose imprese di pesca e acquacoltura dell’Emilia-Romagna. Dai dati emerge che, a fronte di un target di spesa pari a circa 3,3 milioni di euro, la spesa certificata ammonta a circa 708mila euro, con una percentuale di avanzamento pari ad appena il 21%”.

“Il mancato utilizzo delle risorse disponibili – va avanti il consigliere – rischia di tradursi in una perdita di opportunità per il territorio e per gli operatori del settore, nonché in un possibile disimpegno dei fondi europei, incidendo negativamente in generale sull’economia delle comunità costiere e sull’occupazione”. Gianella chiama dunque in causa la giunta regionale, evidenziando che, dal confronto con regioni confinanti, in particolare il Veneto, risulta una maggiore dotazione di personale dedicato e una più elevata capacità di spesa e attuazione dei programmi Feampa.

In premessa, la Sottosegretaria alla Presidenza della giunta Manuela Rontini, che ha risposto all’interrogazione, ha segnalato il forte ritardo nell’attuazione del fondo, ritardo al quale ha contribuito soprattutto la tempistica nell’approvazione, da parte del Ministero competente, dei documenti propedeutici all’apertura degli avvisi pubblici. “Nonostante questo, la competente direzione regionale ha approvato, pur nell’incertezza delle regole, alcuni avvisi pubblici, assumendosene la responsabilità – spiega Rontini -. Tra questi, vi è quello per i giovani acquacoltori, uno sui giovani pescatori, uno sulla piccola pesca costiera e uno sulla trasformazione e commercializzazione dei prodotti”. “Ad oggi – prosegue Rontini -, a fronte di una disponibilità di 39,9 milioni, sono stati stanziati 24 milioni di euro, oltre la metà della stessa dotazione finanziaria. La Regione ha speso, inoltre, oltre 1,9 milioni aggiuntivi arrivando a circa 41,3 milioni di euro, consentendo di raggiungere un obiettivo di spesa superiore al 103% della disponibilità finanziaria iniziale, nella programmazione Feampa conclusa. La grande mole di attività richiede comunque di assicurare ai beneficiari tempi congrui per la realizzazione dei progetti ammessi a contributo. Va segnalato che alcuni degli avvisi pubblicati sono andati deserti e altri hanno avuto una ridotta partecipazione, oltre a un considerevole numero di rinunce tali da ridurre notevolmente l’impegno di spesa”.

Il consigliere Gianella, nella sua replica, ha evidenziato diverse criticità. “Alcuni bandi sono andati deserti perché erano poco appetibili – ha rimarcato -. Sono stati fatti errori di valutazione poiché, essendo cambiato il reddito delle persone che praticano la pesca, si è alzata troppo l’asticella per quanto riguarda il minimo di spesa. In altre parole, un bando non adeguato alla reale situazione delle imprese della pesca. Inoltre, gli uffici regionali sono sottodimensionati, c’è un quarto del personale della Regione Veneto. Risulta che molti dipendenti siano in uscita e che il turn over non verrà adeguato. Le associazioni di categoria hanno espresso preoccupazioni perché siamo troppo indietro nel rispetto delle tempistiche: speriamo di riuscire a rientrare nei tempi, perché non riuscire ad usare questi fondi, nel momento peggiore per il settore, sarebbe, oltre che un danno, anche una beffa”.

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